La moda è slow fashion con Re(d)cycle
Il progetto dell’associazione Bristol tra i vincitori del Bando delle Idee del Municipio XI
Tra i vincitori del “Bando delle Idee – Spazio Autogestito 2011”, indetto dal Municipio XI, c’è l’associazione di Casetta Rossa “Bristol Onlus”, che quest’anno, per la prima volta, ha presentato il progetto Re(d)cycle. L’idea è davvero promettente: fare moda con materiali di riuso, dando libero sfogo alla propria creatività.
Ne abbiamo parlato con Simona, una delle promotrici del progetto: «L’idea nasce nel 2005 insieme ad altre due ragazze di Casetta Rossa, quando sulle passerelle di Milano esce un marchio, Serpica Naro (anagramma di San Precario), intorno al quale si è costruito tutto un immaginario: è diventato un metabrand collettivo di tutti i precari e le precarie della moda. Prevede corsi collettivi di sartoria, di creazione dell’immagine e dello stile e si inserisce in quello che è lo “slow fashion”, che si contrappone al “fast fashion” (Zara, Oviesse, H&M). Si rimodellano quindi capi dismessi, si creano abiti nuovi».
“Re(d)cycle” si articola in un corso di taglio e cucito che ha avuto inizio il 7 novembre scorso. Otto ragazze sotto i 30 anni si riuniscono ogni martedì e mercoledì dalle h 11 alle h 13 per lavorare agli abiti e agli accessori che saranno presentati durante una sfilata a Casetta Rossa il 21 aprile. «Le modelle saranno tutte persone normalissime che si offrono di sfilare in quell’occasione, – spiega Simona – quindi anche in questo c’è un taglio netto con ciò che si vede sulle passerelle.»
Il nome è stato scelto per omaggiare Casetta Rossa, ideatrice del progetto, «il quale – afferma Simona – non serve solo a riappropriarsi della propria immagine uscendo fuori dagli schemi precostituiti per crearsene di propri; il suo fine è anche quello di recuperare l’idea di professionalità e l’idea del riuso». Infatti le stoffe e gli abiti su cui le corsiste lavorano sono stati donati da molte persone, anzi, è tuttora possibile donarne.
«Abbiamo avuto moltissime richieste e soprattutto molta gente è stata contenta di donare a noi gli abiti a cui stiamo dando nuova vita, – racconta Simona – e abbiamo usato Facebook e i contatti della mailing list di Casetta Rossa per diffondere il progetto, infine il passaparola ha fatto il resto.»
Casetta Rossa quindi è stato un polo di aggregazione importante anche per incontrare i cittadini, le partecipanti al corso: «Essendo “Re(d)cycle” un progetto territoriale andava condiviso sul territorio –continua Simona – e inoltre la redazione di Loop ci ha offerto una stanza della sua sede ed è qui, in via Vettor Fausto 24, che si tiene il corso».
I circa 11.000 € del bando sono serviti a finanziare l’acquisto delle attrezzature, mentre il corso è gratuito.
Le ragazze hanno raccontato di non aver mai avuto esperienze con la sartoria, dunque sono tutte alle prime armi: «Con la docente Martina abbiamo fatto le prime due lezioni di disegno, – spiega Simona – dopodiché il corso, tenuto da Radka, è iniziato subito con il lavoro sui macchinari. Tutto ciò che viene prodotto è un work in progress, si lavora e si decide insieme, anche a seconda delle attitudini, della creatività».
L’entusiasmo è palpabile: le corsiste si scambiano consigli, propongono idee, soluzioni, l’ambiente accogliente, seppur piccolo, le stoffe e gli abiti accatastati indicano che c’è ancora tanto lavoro da fare.
«Dato che i macchinari stanno lì e le richieste che abbiamo ricevuto sono state molte, – conclude Simona – ci auguriamo che si possa ripetere l’esperienza anche nei prossimi anni».

