No Pup in piazza
Significativa presenza popolare per la manifestazione del Comitato No Pup Da Vinci
Le 381 firme che i No Pup hanno raccolto nella manifestazione del 29 ottobre sono un piccolo traguardo. Segno tangibile della volontà popolare, esprimono de facto un concetto semplice, sapientemente ignorato da chi di competenza: i cittadini non vogliono quei parcheggi.
Il progetto contestato prevede la costruzione di 77 box sotterranei su via Leonardo Da Vinci, e si inserisce nel più ampio disegno dei PUP (Piano Urbano Parcheggi) romani: 282 parcheggi sotterranei, con lo scopo di ridimensionare la sosta selvaggia. Si tratta di un enorme affare che prevede agevolazioni fiscali e burocratiche per i costruttori, acquisto dei box a prezzi elevati, e spesso un grave danneggiamento del territorio e dell’ambiente. Ideati nel 1989 dal ministro Tognoli, se ne parla per Roma già dal ’93, dai tempi di Rutelli, e sono stati sponsorizzati per vent’anni da entrambi gli schieramenti politici. Oltre che da imprese e costruttori.
La costruzione del PUP su viale Da Vinci, in particolare, comporterebbe l’eliminazione quasi completa di uno dei due filari di olmi presenti da più di cinquant’anni sulla via. Già durante gli scavi preliminari, inoltre, sono stati danneggiati alle radici otto degli olmi che dovrebbero essere mantenuti. Un grave errore che, dopo il sopralluogo delle autorità richiesto con urgenza da Angelo Bonelli (Verdi), ha portato ad una multa di 19200 euro, con la promessa di mettere gli olmi in sicurezza. Da qui la soddisfazione dei No Pup, che però non perdono il loro realismo: “A loro conviene agire come vogliono e pagare la multa -afferma Roberta Rovelli, attivista del Comitato-, rispetto alla messa in sicurezza di ogni singolo albero”. Alla questione ambientale si aggiungerebbe la mancanza di sicurezza nel costruire un parcheggio vicino all’uscita di un circolo bocciofilo e di una scuola elementare, frequentata quotidianamente da numerosi bambini.
Il Comitato No Pup Da Vinci si batte da tempo per lo spostamento del progetto. Sono bene attenti a non farsi strumentalizzare da alcun partito: “Nessuna forza politica deve mettersi in mezzo”, spiega Roberta. La loro presenza è continua e instancabile, per le strade come nelle aule del Municipio. “Siamo stati ripetutamente in Consiglio municipale, chiedendo al Municipio di prendere una posizione netta di condanna nei confronti del PUP”. Il risultato? “Hanno fatto due mozioni. In quella presentata dalla maggioranza si limitano a chiedere di spostare il PUP, o quantomeno che i lavori siano fatti in sicurezza e trasparenza. La mozione del PDL poi manca anche della richiesta di spostamento: si augurano che tutto sia svolto in maniera regolare”. E anche questa minima mobilitazione del Consiglio municipale è stata sudata: “Il Municipio in pratica fa vedere di non poterci fare nulla. Questo perché la decisione l’aveva presa la Sinistra quand’era al Comune”.
Andrea Catarci, presidente del Municipio XI, afferma -in un’intervista a Paese Sera- di assumersi la responsabilità della situazione, “ereditata dal 2004, perché c’è continuità con la Giunta di allora”, che votò favorevole allo spostamento del PUP da via Simone Martini. Oltre ad aver sollecitato i cittadini, si è reso protagonista di tentativi di mediazione: la mozione presentata, gli incontri municipali, due lettere agli assessori comunali (Marchi e Aurigemma). Ma l’unico modo per bloccare il PUP sarebbe stato una forte mobilitazione popolare, che a suo dire “è stata tardiva, poco efficace e non rivolta contro Roma Capitale”.
La manifestazione del 29 settembre (cui ha partecipato anche il Comitato No Pup Fermi), in ogni caso, è stata un successo. Oltre ai 381 nominativi per la petizione destinata a Roma Capitale, addirittura 390 sono state le persone che hanno firmato un esposto che sarà presentato alla Procura della Repubblica. Alla manifestazione ha partecipato anche Ferdinando Imposimato, ex-magistrato ed ex-parlamentare, che nel suo intervento ha denunciato le irregolarità del progetto, esortando i cittadini a ribellarsi: “opporsi a simili progetti significa fare una battaglia per la legalità”, afferma, dichiarando poi di voler accompagnare il Comitato quando presenterà gli esposti.
Pienamente soddisfatto, a fine evento, il Comitato, che ha confermato di voler proseguire la raccolta firme. Questa la dichiarazione: “Riteniamo che questo parcheggio sia inutile, spreco di territorio pubblico, antidemocratico, dannoso per l’ambiente e pericoloso per la nostra sicurezza e quella delle nostre case. Oltre all’esposto alla Procura della Repubblica e la petizione al Sindaco abbiamo intenzione di continuare a manifestare il nostro NO di cittadini INDIGNATI”.

