Resistenze

Pubblicato il 14 ottobre 2011 | da Saba Camilletti

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A Casetta Rossa partono i progetti partecipati

Neanche un mese fa la mobilitazione contro il Comune intenzionato alla sfratto, ora la battaglia è vinta e protagonista è il futuro, qui ed oggi.

 

E’ la più importante e positiva novità dell’autunno per il territorio del Municipio XI. La Casetta Rossa SPA -Spazio Pubblico per l’Autogoverno- è stata, dopo una lunga ed estenuante trattativa, ufficialmente affidata dal Comune di Roma al Municipio XI, insieme con tutta l’area verde di via Magnaghi a Garbatella. Questo comporta un’enorme responsabilità sia per l’istituzione municipale che per l’associazione Bristol fondatore e gestore della Casetta, ndr- che per gli abitanti tutti. Il 16 Settembre scorso, durante l’aperitivo indetto per festeggiare la notizia, si è chiarito come con questa assegnazione ufficiale si apra una vera e propria sfida. Che comporta non solo l’ordinaria manutenzione di un’area verde di circa 20.500 metri quadrati in assenza di adeguati fondi pubblici -è la prima volta nella moderna storia romana che un municipio si assume un tale onere, non avendone predisposizione giuridica- ma soprattutto la volontà di puntare a progetti nuovi e di grande respiro. Con queste intenzioni sono partite da Lunedì 26 Settembre le assemblee settimanali aperte a tutti i cittadini, nel corso delle quali tantissime idee e proposte sono già state avanzate ed accolte. Nell’ottica della massima praticità sono stati attivati cinque tavoli di lavoro, ‘Cibo’, ‘Area Verde’, ‘Cultura’, ‘Comunicazione’ e ‘Bambini’, che procedono su percorsi spedifici ma in interazione tra loro. Molti cittadini e cittadine della Garbatella e di altri quartieri con o senza competenze tecniche in materia di verde, cucina, cultura e comunicazione, si sono avvicinati con interesse a queste riunioni dando vita ad un gruppo eterogeneo e molto attivo di quasi 80 persone in sole due assemblee. L’invito rimane aperto a tutti, e non è troppo tardi per sentire la voglia o il bisogno di approcciare un laboratorio dove l’esperienza della condivisione e della trasparenza è davvero a 360 gradi. Negli ultimi tre anni di mal governo Alemanno gran parte delle energie sono state votate alla resistenza, contro le minaccie di sgombero, contro le multe, contro l’allontanarsi di un’assegnazione ufficiale. In particolare nel corso di questa estate 2011 l’assessore all’ambiente Visconti, membro del secondo rimpasto di giunta del Sindaco, si era fatto vivo con l’associazione Bristol con una notifica di cessato rapporto e la richiesta di abbandono dei locali entro 15 giorni. Una decisione inspiegabile e priva di alcun rispetto o considerazione di ciò che la Casetta Rossa rappresenta per una città vessata dalla mancanza di servizi al cittadino e spazi per la cultura. La notifica era stata accompagnata dall’acquisizione di atti sulla Casetta Rossa presso il Municipio XI da parte della Polizia per un’indagine non meglio specificata. E’ stata inoltre di poco successiva la scoperta da parte dei militanti di Casetta della messa in bilancio 2012 del Comune di Roma di 48.250 euro di ‘project financing’ per costruire un ristorante privato sul sito di via Magnaghi. Tre fatti che messi in
relazione parlavano chiaro. Ma ancora una volta Alemanno ha dimostrato come la sua politica sia priva non solo di interesse per il cittadino ma soprattutto di convinzioni oltre la facile propaganda. La fortissima partecipazione pubblica, manifesta oltre ogni aspettativa nell’assemblea del 5 Settembre, la tenacia dei militanti di Casetta e il ruolo chiave del Municipio XI che guidato dal presidente Andrea Catarci ha votato in Consiglio la proposta di affidare il Parco Cavallo Pazzo alla gestione del Municipio stesso, sono state le sole armi che hanno sfiancato il Comune in pochissimi incontri di patteggiamento. I documenti sono stati firmati, ed ora tutta l’area verde è affidata al Municipio XI. A Casetta Rossa è già stata assunta una persona per fare quotidianamente la manutenzione ordinaria e la pulizia del Parco, inclusi apertura e chiusura. Ma in pentola bolle molto di più, e nelle assemblee si parla di Parco e Attività di standard europeo per efficienza e sostenibilità, e di Made in Italy per creatività e condivisione. Qualcosa di bello davvero, partecipare per credere.


Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



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