Metamorfosi di uno Stato sociale
Criminalizzazione della marginalità, dispositivi repressivi e carcerazione sociale nell’incontro “in corpore vili” in programma oggi pomeriggio presso il Dipartimento di Lettere di Roma Tre
Oggi alle 16,30 l’aula Verra ospiterà “in corpore vili. Metamorfosi dei dispositivi di contenimento sociale”, un incontro organizzato da Doc(k)s per presentare “Vagli a spiegare che è primavera”, tre seminari sulle trasformazioni contemporanee degli apparati giuridici e polizieschi.
Doc(k)s, cooperativa di produzione culturale indipendente, nasce come prosecuzione del lavoro iniziato dalla casa editrice DeriveApprodi nel tentativo di estendere dal basso le strategie di diffusione della cultura indipendente progressivamente svilite dalla deriva neoliberista degli ultimi decenni. La necessità di sviluppare una riflessione di ampio respiro sulle trasformazioni degli apparati di controllo sono alla base dell’incontro di oggi: criminalizzazione dei fenomeni sociali, tecniche repressive e uso del diritto penale come strumento di soggezione delle coscienze, saranno il filo conduttore del ciclo di formazione. Un percorso individuale e collettivo articolato in tre seminari – “Criminalizzazione della marginalità”, “Ordine pubblico e dispositivi repressivi”, “Carcere e carcerazione sociale” – verso un convegno nazionale sulle forme di contenimento e repressione che si terrà in primavera.
È una riflessione ampia in grado di analizzare trasversalmente le scelte compiute negli ultimi anni. La repressione penale, usata in risposta all’errata percezione dell’aumento della criminalità (rimasta in larga parte costante), è in realtà strumento per fronteggiare la destrutturazione sociale provocata da una progressiva erosione delle politiche di welfare e inclusione. A meno sicurezza sociale corrisponde una crescente esigenza di controllo e mantenimento dell’ordine pubblico: è un’equazione consolidata, contrappeso delle scelte liberiste in campo economico. Portare queste riflessioni all’interno dello spazio universitario diventa allora imprescindibile per la crescita di un dibattito comune, che sappia sviluppare una coscienza collettiva in grado di opporsi al passaggio da uno Stato sociale a un apparato poliziesco e penale.

