Resistenze no image

Pubblicato il 11 ottobre 2011 | da Saba Camilletti

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1- L’assemblea pubblica di lunedì 5 settembre

Casetta Rossa sotto sgombero? No pasaran!

 ‘Siamo tantissimi, grazie a tutti di essere qui’- Non poteva che iniziare così l’assemblea pubblica dello
scorso 5 settembre, indetta dai  membri dell’ Associazione Bristol che da quasi 10 anni gestiscono la Casetta Rossa, a Garbatella, nel Parco Cavallo Pazzo. Parco da loro stessi così battezzato, ci tengono a precisare, in memoria dei popoli nativi americani. Centinaia le persone accorse ad ascoltare e manifestare solidarietà. Le sedie non bastano, decine di cittadini si accalcano all’ingresso, restando in piedi per quasi tre ore in cui a microfono aperto a tutti si susseguono gli interventi. Ci sono i militanti di Casetta Rossa e del CSOA La Strada, di Acrobax, ci sono alcuni esponenti istituzionali, da Gianluca Peciola, consigliere  in Provincia di Sinistra Ecologica e Libertà, ad Andrea Catarci, presidente del Municipio Roma XI, a Paolo Masini del Partito Democratico, ad ancora Luigi Nieri, capogruppo SEL. Ci sono i cittadini, intere famiglie e un’invasione di bambini che corrono, strillano e giocano, e non si fermano un secondo a dubitare del fatto che Casetta Rossa sarà sempre lì per loro. C’è la testimonianza, quasi una sfilata, di tutte le  associazioni culturali del territorio che da anni a Casetta Rossa si incontrano, fanno le prove, si contaminano e creano progetti comuni. Da Legambiente che ricorda come siano nati gli Orti Urbani di via Rosa Raimondi Garibaldi, ai lavoratori cassaintegrati di Eutelia, che portano simbolicamente in dono i peperoncini del loro orto, per una resistenza ‘rossa e piccante’. C’è Controchiave, che da anni organizza la festa della cultura a Garbatella, c’è la ‘Città dell’Utopia’, La Città dell’Altra Economia, La Villetta, una delegazione del Teatro Valle Occupato, gli educatori dell’Arci che a Casetta Rossa svolgono attività con i bambini Rom, il nucleo Brigata Garbatella di volontari della Protezione Civile e tantissime altre realtà del territorio e della Rete Sociale Roma XI. Arrivano e vengono letti i messaggi di solidarietà di Erri De Luca, di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, di Valerio Mastrandrea e molti altri. Impossibile davvero citare tutti quelli che c’erano e che hanno
manifestato solidarietà. Tutti insieme per dire una semplice verità:
Casetta Rossa non si tocca. Perchè Casetta Rossa appartiene a tutti, è questo che Simona, Luciano e tutti gli altri che da anni lavorano per farne ‘ lo spazio pubblico per l’autogoverno’ che oggi è, ci tengono a ripetere. ‘Ed ecco perchè’ -aggiungono- ‘è tutti insieme che decideremo cosa fare. Proprio ora che vogliono chiuderci e trasformare la Casetta Rossa in un ristorante privato, noi scegliamo di essere più aperti che mai’. Ed infatti tra gli ordini del giorno dell’assemblea c’è raccogliere proposte concrete per il programma del nuovo anno. Tutti possono dire la loro e contribuire, la strategia vincente, di questo a Casetta Rossa sono convinti, è aumentare le attività e la presenza sul territorio. ‘Se vengono a sgomberarci’ -dice Luciano- ‘troveranno aperto. Troveranno gente che ha voglia di fare e stare insieme. Ragazzi che studiano – una delle proposte è stata di trasferire a via Magnaghi alcune lezioni della Scuola Popolare Piero Bruno- persone che ballano – ci sarà anche un corso di tango- e mangiano, troveranno mamme, amici, anziani e bambini che giocano’.


Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



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