Resistenze

Pubblicato il 11 ottobre 2011 | da Saba Camilletti

0

3- La storia della Casetta Rossa

Casetta Rossa sotto sgombero? No pasaran!

Della Casetta Rossa infatti nel Parco Cavallo Pazzo c’erano solo i contorni. Con un investimento di più di 50.000 euro e un anno di lavori, nell’estate del 2003 viene costruito il tetto, ristrutturato, creata la cucina e dato a vita a ciò che oggi conosciamo tutti. Dal manipolo di sognatori del CSOA La Strada, da 15 anni presidio antifascista di cultura e resistenza alla Garbatella, un piccolo gruppo si divide per sperimentare nuove forme di autogoverno, e lo fa con serietà, mettendo in campo tutto il proprio coraggio e ovviamente, sostenendo i rischi di tale operazione. All’inizio il dialogo con il Comune è produttivo, si ottiene l’assegnazione del parco, che viene immediatamente ripulito –a spese dei militanti volontari- si fa pressione per ottenere un’area giochi per bambini, che viene costruita – a spese del comune- e si iniziano le prime attività che diverranno subito di riferimento per la Garbatella e Roma stessa, prima tra tutti la Festa dell’Altra Estate. ‘Decidemmo per l’attività di ristorazione per vari motivi’ -continua Luciano nel suo racconto- ‘ovviamente economici, bisognava rientrare dei debiti contratti e poter finanziare i progetti e le realtà che oggi danno vita al territorio, e poi perchè è un’attività che garantisce l’apertura  più lunga, dalla colazione alla cena, ed un flusso di persone di ogni genere, dai bambini agli anziani. C’era poi da subito un interesse per la cultura dell’alimentazione sostenibile, e per tutti i circuiti di commercio e informazione alternativi alle logiche del consumismo.’ Per rientrare il più possibile nella legalità in attesa dell’approvazione della delibera ‘Punti Verdi Ristoro’ la neo nata associazione Bristol chiede licenze di somministrazione temporanee, che rinnova di tre mesi in tre mesi. Questo non impedisce ai Vigili Urbani di effettuare incursioni e multe occasionali per migliaia di euro, ma la Casetta paga e guarda avanti, incoraggiata dalle sempre più numerose collaborazioni e manifestazioni d’affetto dei cittadini. Sia per una cena, la presentazione di un libro, il gruppo di acquisto popolare e la distribuzione di pane e latte crudo, una festa per bambini, sia per puro caso, chi entra alla Casetta Rossa si rende subito conto di trovarsi in un luogo anomalo, animato da partecipazione e disponibilità e dalle infinite possibilità di sperimentazione. Ad oggi tutto questo è stato dichiarato definitivamente di nessuna importanza.


Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



Back to Top ↑