CTO: apre punto di primo intervento
Dopo la chiusura del pronto soccorso dello scorso gennaio l'ospedale riapre alle urgenze
Metterci una pezza. E’ questo quanto sta accadendo nella vicenda CTO.
A partire dal 24 maggio scorso è in funzione un “Punto di Primo Intervento” nell’ospedale di Garbatella. Obiettivo ufficiale: fornire un servizio di medicina generale attivo 24 ore, funzionante durante l’intero arco della settimana, verso il quale feriti e bisognosi di cure potranno rivolgersi in prima istanza. E se (forse) le cure di prima necessità potranno essere date ai pazienti, per i casi più complessi trasferimento e ricovero verranno invece operati verso la struttura più appropriata alla patologia riscontrata, ovvero verso il S. Eugenio, con idonei mezzi di soccorso.
L’unica nota positiva è data dal fatto che ad assicurare il servizio di primo intervento ci saranno i medici di medicina generale (guardia medica e medicina dei servizi a basso orario e medici di famiglia a basse scelte di assistiti). In tale scelta si mantiene il rispetto di un modello pubblico che punta all’inserimento di tanti dottori in graduatoria e non all’utilizzo esternalizzato delle cooperative.
In aggiunta al personale in graduatoria, sarà contestualmente fornito il supporto di ortopedici e specialisti del CTO.
Il Punto di Primo Intervento sembra un ripensamento alla chiusura del pronto soccorso del CTO operata lo scorso gennaio, a cui sono seguite forti disagi nel quartiere e nel municipio intero, con una popolazione che sebbene tra le più anziane per numero in città, a suo tempo non aveva sopportato tale scippo di servizio pubblico in silenzio. Protagonista di una pacifica lotta per la preservazione dei servizi sociali di base, quali sono quelli collegati alla sanità, la cittadinanza dell’XI municipio si era difatti contraddistinta per una protesta ordinata quanto partecipata, il cui climax era stato raggiunto durante una fiaccolata notturna, il cui eco era giunto su diversi media e telegiornali nazionali.
Anche se può sembrare un passo indietro rispetto al precedente piano dei tagli operato dalla giunta Polverini, il Punto di Primo Intervento non è certo una risposta adeguata ai bisogni di socio-sanitari di una popolazione che spesso, in questi mesi, si è dovuta ammassare nei Pronto Soccorso limitrofi, dando riscontro a quanti prevedevano drammatiche conseguenze sui livelli minimi di assistenza alla generale riduzione del budget sanitario pubblico nel Lazio.
Va sottolineato, con una punta di malizia, che mentre la chiusura del Pronto Soccorso vedeva una Polverini in versione lacrime e sangue, ben poca riflessione è stata fatta sulle risorse regionali sprecate dall’ex leader Ugl per sostenere la campagna elettorale dei propri pupilli presentatisi nei comuni laziali. Senza contare che, scrutinate le ultime schede, i risultati sono stati deludenti, eccetto per quanto riguarda l’aver scoperto che Genzano, forse a causa dei suoi prodotti tipici, fa ribollire il sangue verace della governatrice.
(2 giugno 2011)

