Resistenze

Pubblicato il 23 maggio 2011 | da Ilaria Pantusa

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Il Municipio XI boccia il PRIP

Troppe le lacune strutturali, serve un ulteriore sistema di regole

Quando il 2 febbraio la Giunta Capitolina ha approvato il Piano Regolatore per gli Impianti e i mezzi Pubblicitari (PRIP), ha poi avviato un primo confronto con i Municipi, i quali fino al 15 aprile hanno avuto il tempo di valutare il progetto e di esprimere il loro parere. Ben 11 Municipi su 19 hanno valutato il progetto negativamente. Anche il parere di Andrea Catarci, presidente del Municipio XI, è negativo: “L’impostazione scelta dalla Giunta Capitolina impedisce qualsiasi tipo di emendamento al testo, rendendo vano ogni sforzo di miglioramento del documento da parte degli Enti di prossimità. Inoltre, i piani di localizzazione delle aree idonee, strumento cardine su cui ruota l’impianto del regolamento, non saranno vincolati alle indicazioni dei Municipi, che saranno solamente consultati al pari di altre realtà”.

Nonostante il PRIP nasca dall’esigenza di reprimere l’abusivismo dilagante che colpisce il settore dell’affissione, i provvedimenti previsti, cioè la limitazione del 47% della pubblicità per le strade delle zone residenziali, la riduzione dai 320mila ai 162mila metri quadri di terreno destinato alla pubblicità, l’ammissione dei soli impianti di pubblica utilità nelle aree dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, non sembrano soddisfare del tutto le necessità a cui il piano dovrebbe andare incontro: “Emergono gravi lacune strutturali – afferma Catarci – quali l’assenza di interventi contro l’abusivismo, l’assenza di un programma di rimozione degli impianti non più a norma, l’assenza di indicazioni per il posizionamento degli impianti su aree private, l’assenza di specifici impianti dedicati all’informazione istituzionale e dei municipi. Un ulteriore sistema di regole, oltre quelle già esistenti, ma inosservate, del Codice della Strada, sarebbe potuto essere senz’altro utile, purché prevedesse meccanismi attuativi mancanti nel PRIP. Ogni giorno la città è invasa e letteralmente violentata dai cartelloni pubblicitari, grazie soprattutto ai danni apportati dalla Delibera 37/2009 della Giunta Alemanno che ne ha irresponsabilmente favorito la diffusione. Come si pensa di regolare il settore delle affissioni in cui si registra l’anomalia, tutta romana, della presenza di oltre 300 ditte autorizzate a installare gli impianti pubblicitari? Finché il PRIP presenterà queste numerose lacune e non affronterà questi nodi l’unico parere esprimibile è negativo.”

L’iter del PRIP non si è ancora concluso, dopo i Munipici, sono chiamati ad esprimersi la Commissione Commercio e l’Assemblea Capitolina.




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