Dispacci

Pubblicato il 18 aprile 2014 | da Silvia Talini

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Montagnola: aggiornamenti dal Municipio occupato

È di poco fa il comunicato del Presidente Catarci: «purtroppo sembra che lo sport in voga da più parti sia quello di annientare il ruolo di mediazione dei conflitti da parte della politica, per delegarla alle questure [...] Intervengano Marino e Zingaretti e tutti usino il cervello»

 

Prosegue l’occupazione del Municipio VIII da parte del Coordinamento di lotta per la casa, dopo il violento sgombero di mercoledì mattina in via Baldassarre Castiglione a Montagnola.

Ieri mattina l’incontro in Municipio tra il Vice sindaco Nieri, il Presidente Andrea Catarci e una rappresentanza dei movimenti si è concluso senza aver individuato una soluzione. Il Comune ha glissato sulle richieste degli occupanti, che chiedevano un edificio dove spostare le oltre 200 famiglie sgomberate; come unica alternativa, Nieri ha prospettato la riapertura del dialogo sulla delibera regionale dello scorso gennaio. Si tratta del “Piano straordinario per l’emergenza abitativa”  che prevede lo stanziamento di 257 milioni di euro – di cui l’80% destinato a Roma – che includerebbe tra i destinatari delle misure anche le persone che vivono in “immobili, pubblici o privati, impropriamente adibiti ad abitazione”: di fatto, le occupazioni abitative. La delibera è stata velocemente dimenticata con il cambio di governo e il Piano casa Renzi-Lupi che, all’art. 5, prevede il distacco delle utenze e l’impossibilità di chiedere la residenza per chi vive in occupazioni abitative precludendogli così l’esercizio di diritti costituzionalmente garantiti (impossibilità di esercitare il diritto al voto e di istruzione, inaccessibilità al Servizio Sanitario Nazionale, impossibilità di richiedere la cittadinanza e l’assegnazione di case popolari).

A fronte di una politica nazionale che reagisce all’emergenza abitativa solo con la repressione – ne sono espressione i violenti sgomberi delle scorse settimane – le istituzioni comunali dimostrano ancora una volta di non essere in grado di affiancare la realtà territoriale, lasciando di fatto il Municipio solo nella ricerca di soluzioni concrete. Nel frattempo gli occupanti rifiutano di abbandonare il municipio: difficile immaginare che il lungo weekend festivo possa riaccendere l’interesse delle istituzioni comunali rispetto a una situazione potenzialmente esplosiva.

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