Spazi Urbani

Pubblicato il 17 febbraio 2016 | da Ludovica Vincenti

0

Un tour alla scoperta dei murales di via Ostiense

Nel quartiere sono stati realizzati negli ultimi anni più di 30 disegni che partono da Piramide e arrivano a San Paolo

Oltre 330 opere di street art presenti in 150 strade e sei stazioni della metropolitana della Capitale. Un percorso di arte urbana all’aria aperta – da molti non conosciuto – che si estende da Testaccio a San Lorenzo, dal Pigneto a Tor Bella Monaca, dalla Garbatella alla Magliana. Proprio lo scorso anno nel quartiere Ostiense è partita un’iniziativa chiamata Ostiense District, che serve a valorizzare e promuovere la zona come luogo della contemporaneità. Con il progetto – nato grazie a un’idea innovativa dell’agenzia di comunicazione Pescerosso e della galleria d’arte contemporanea 999 – è stato possibile realizzare e promuovere più di 30 opere nella zona compresa tra Piramide e San Paolo attraverso una mappa dei luoghi di interesse e realizzando campagne di comunicazione, nuovi servizi informativi cartacei e digitali e interventi installativi site specific di cui i primi affidati agli artisti Clemens Behr e Spy. I murales – una delle più importanti espressioni della creatività contemporanea – hanno trovato come sede ideale proprio il quartiere Ostiense, nato all’inizio del XX secolo. In questa zona della Capitale infatti sono stati collocati negli anni il gazometro, fabbriche, opifici e la prima centrale elettrica di Roma. Gli artisti che hanno realizzato le opere nell’Ostiense District sono Romeo, Roa, Herbert Baglione, Sten&Lex, Martina Merlini, Agostino Iacurci, Axel Void, Blu, Hitnes, Lucamaleonte, Moneyless, Gaia, Andreco, Tellas, 2501 Jbrock, Kid, Acne, Momo, Sbagliato, Clemens Behr, Rero, C215, Sam3, Diamond, Specter, 108, Ever, Guy, Denning, Borondo, Jaz.

Chi volesse scoprire queste opere contemporanee potrebbe iniziare il proprio tour dal murales Tribulation of a meeting point di Domenico Romeo – nato a Reggio Calabria nel 1988 – che ha trasformato il lungo muro di Via Galvani n°10 in una fusione di codici simbolici, linee geometriche, segni e colori. Quest’opera – realizzata nel 2013 – viene definita misteriosa e sempre in movimento.

domenico-romeo-

L’opera Jumping wolf è stata realizzata da Roa un artista belga, nel 2014 a Via Galvani. Il murales alto quasi 30 metri è stato disegnato su un palazzo di Testaccio e rappresenta un lupo – simbolo di Roma – che salta.

O

Da qui si potrebbe passare per via delle Conce 15 dove è stato realizzato nel 2011 da Herbert Baglione – artista di San Paolo – il murales Planet Earth nel muro della storica fabbrica Blasi Legnami. Un opera in bianco e nero con figure di persone senza faccia o con la loro testa immersa in un vortice.

I1

Sempre a via delle Conce 14 si trova l’opera di Sten Lex, realizzata nel 2011. Questo lavoro è diventato il simbolo del locale Rising Love e rappresenta un volto in bianco e nero di una persona qualunque.

15

Sul sottopassaggio di via Ostiense ci sono alcune opere una di Gaucholadri – un artista argentino – che è stata realizzata nel 2013 e rappresenta un elicottero che evoca le attività losche e i crimini finanziari. La scritta Fuga de capitales si riferisce alla crisi economica globale e ai numerosi scandali internazionale.

StreetArtRoma_3_V2-1024x886

Le altre opere del sottopassaggio sono stare realizzate nel 2013 da un gruppo di artisti urbani italiani di cui non si conosce il nome. Le opere sono diverse e vanno dalle facce enigmatiche ai simboli geometrici.

StreetArtRoma_6_V2-1024x671

Proseguendo per via Ostiense e girando a destra su via del Porto Fluviale, nell’ex caserma occupata da numerose famiglie, si trova il murales di Blu concluso nel 2014. L’opera rappresenta una città galleggiante sul punto di affondare.

bF36Kco

L’anno prima Blu ha dipinto l’altro lato dell’ex caserma con grandi volti e le finestre rappresentano gli occhi che proteggono l’edificio occupato.

F2

Sempre su via del porto fluviale è stata realizzata l’opera Fish’n’kids di Agostino Iacurci – classe 1968 – nel 2011. Il murales rappresenta un uomo robusto con la cuffia che nuota nel mare e si trova sul muro del palazzo che ospita il mercato del pesce.

M1

Poco più avanti si trova – sul muro dello storico negozio Cantini – l’opera Nobody dell’artista americano Alex Void, realizzata nel 2014. Il murales rappresenta il ritratto di una donna di spalle e sul bordo della sua camicia è stato realizzato un cerchio con all’interno una folla di lavoratori, simbolo dei forti valori come quello della famiglia, della devozione al lavoro e del senso della comunità.

N

Tornando indietro su Via dei Magazzini Generali si trova il murales Black and White Power di Sten Lex del 2011. Un muro blu con un gruppo di volti anonimi in bianco e nero. L’artista ha utilizzato la tecnica del puntinismo.

StreetArtRoma_9_V2-1024x525

Dall’altro lato della strada si trova il murales del 2010 Wall of fame dell’artista romano Jb Rock. Sul muro sono disegnati i ritratti di alcuni personaggi famosi come Uma Thurman, Elvis Presley, Rodolfo Valentino, Barack Obama, Frida Kahlo e tanti altri. Un personaggio famoso per ogni lettera dell’alfabeto.

StreetArtRoma_10-1024x767

Su via del Commercio, al n°9 si trova il murales di Momo – un artista di Miami – realizzato nel 2012 con macchie astratte di colore, linee o filtri trasparenti. L’artista ha ripreso dal “dazzle camouflage”, sistema di camuffamento ad uso navale utilizzato nella prima guerra mondiale. Questa tecnica è stata inventata dall’artista Norman Wilkinson e consiste in un complesso di righe e disegni geometrici contrastanti. Il Dazzle non nasconde, bensì confonde l’osservatore rendendo difficile da capire la distanza, la velocità e la grandezza dell’oggetto.

Momo-panoramica_DanielaPellegrini-15

Paint Over The Cracks è il primo murales a Roma dell’artista Kid Acne che vive a Londra e ha realizzato nel tempo disegni su muri, locali e skateboard. L’opera realizzata nel 2011 sul muro lungo 100 metri, di Via del Commercio, ha una scritta Over the cracks che in romano significa “mettece ‘na pezza”. Un invito a esplorare il potere dell’arte e dell’immaginazione per risolvere i problemi del mondo.

A3

Derek Bruno è un membro del movimento internazionale Graffuturism, un gruppo di artisti amanti del Futurismo. L’artista ha realizzato nel 2013 Primary, un’opera a Piazza del Gazometro, con linee geometriche, dinamiche e con colori primari.

DSC_9712-1280x720

Clemens Behr – nato nel 1985 a Koblenz, in Germania – ha realizzato sul palazzo dell’Atac situato vicino la metro Garbatella un murales chiamato Behind and in front of the wall con forme geometriche e colori come il grigio, il nero, il marrone e il blu.

16

Le scelte dei luoghi per l’artista Blu non sono casuali infatti ha sempre mostrato un grande interesse per i problemi sociali e politici. In via Ostiense 124 ha realizzato un murales per il centro sociale Alexis.

StreetArtRoma_7-767x1024

Passando per via Giuseppe Libetta si può trovare l’opera di Brus – un artista romano del 1982 – realizzata su un muro in cui compaiono le lettere dell’alfabeto con stile gotico e sono rappresentate delle citazioni di fotografi e scrittori famosi come Goethe, Niel Leifer, Milan Kundera e Ansel Adams. Il murales risale al 2012.

Brus-Via-giuseppe-libetta-1_630

Su via Ostiense 133b si trova l’opera di Rero – un artista francese – realizzata nel 2013. Il disegno sul muro della facciata del D.A.M.S. di Roma Tre rappresenta la scritta Supervised Independence. La frase si riferisce alla situazione in Kosovo in quel momento.

10.-WK_Rero_Supervised-Independence_credits-Jules-Hidrot

Sempre al dams è stato realizzato il murales Mea Maxima Culpa – nel 2013 – dall’artista francese C215 che rappresenta Papa Pio XII – il Papa ambiguo – accusato nel tempo di non essersi schierato contro il Nazismo.

labimg_790_525_4_c215-mea-maxima-culpa-rome-01

Mentre su via Ostiense 193 è stato realizzato – nel 2012 – da Sam3 un murales con un uomo con il corpo pieno di stelle che regge nella mano la luna.

images

A via Giustiniano Imperatore 5 Gaia – uno street artist americano – ha realizzato nel 2013 un murales Disembowling a city’s identity in cui cerca di rappresentare Roma e di penetrare nella profondità della città.

Gaia-sbudellare-la-citta-Ariete_630-1 Gaia-Viale-Giustiniano-Imperatore-Sbudellare-la-città_630

Mentre a via Ostiense 333 Gaia – ispirato dal lavoro di Giorgio de Chirico – ha realizzato un ritratto di Roma nel quale mescola elementi classici a oggetti comuni. Con il simbolo del Foro Italico accanto al Palazzo della civiltà italiana chiamato The wrecking and healing pickaxe.

BEF_GAIA_01111302

Nel 2011 l’artista spagnolo Borondo ha realizzato un murales al circolo di cultura omosessuale Mario Mieli ispirato al mito di Arisofane.

IMG_2920

Nel sottopassaggio in via Silvio D’Amico, Gabriel Specter nel 2013 ha realizzato il murales Structures con delle forme geometriche con diverse tonalità di grigio.

labimg_790_525_4_gabriel-specter-structures-new-mural-in-rome-04

Tags: , , ,




Back to Top ↑