Piazza dei Navigatori e le sue opere incompiute
Sono passati 11 anni ma ancora non si riesce a trovare una soluzione concreta per questo progetto nato da una «convenzione urbanistica» del 2004, tra Comune di Roma e privati
A Roma, come del resto in Italia, sono tanti i palazzi costruiti e poi lasciati abbandonati per un motivo o per un altro. Infatti spesso si sentono bei discorsi che non portano però a dei risultati concreti, per il bene di tutti. Visto che spendere tutti quei soldi per non avere nulla, se non altro cemento, è veramente inutile.
Così a piazza dei Navigatori è stato costruito l’ennesimo palazzo di acciaio, di vetro e di specchi, con sotto altre due costruzioni per un totale di circa 130 mila metri cubi abbandonati. La stessa storia si ripete in via Costantino, nel quartiere San Paolo, dove i residenti hanno dato un soprannome, “il bidet”, a questo palazzo che in origine doveva essere chiamato “le Vele” ed era destinato ad un albergo, ma ancora oggi risulta essere lasciato lì, incompiuto. Tutti e due gli edifici sono nati da una Convenzione Urbanistica di undici anni fa, precisamente nel 2004, tra Comune di Roma e privati, come Acqua Marcia, Confcommercio Immobiliare, Ulisse Igliori spa e, in un secondo momento, Massimo Mezzaroma su delega della Ulisse Igliori. Con questa concessione a dei privati si dovevano realizzare sedici opere pubbliche dal valore di venti milioni di euro e nei patti era scritto che gli interventi urbanistici per i residenti andavano creati, di pari passo, con i palazzi. Queste opere sono state costruite su un terreno pubblico, ma gli interventi per la riqualificazione come la pedonalizzazione della piazza, la costruzione dei sottopassaggi per far defluire il traffico sulla Via Cristoforo Colombo, un asilo nido, una bocciofila per il quartiere e 1000 posti auto gratuiti non sono mai incominciati.
Il Presidente del Municipio VIII di Roma, Andrea Catarci, riguardo all’albergo abbandonato a San Paolo ha spiegato che «è da anni che si trova in questo stato di abbandono a causa di un gruppo di imprenditori che dovevano realizzarlo ma che non hanno mai ultimato i lavori e da qualche anno si sono totalmente disimpegnati».
Nel frattempo Giovanni Caudo, assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, ha dichiarato:«Noi abbiamo lavorato con il curatore fallimentare per far mettere nel programma 21 milioni di euro che verranno utilizzati per la realizzazione delle opere pubbliche che erano previste nel programma e che non sono state, fino ad oggi, realizzate».
Andrea Catarci ha proseguito dicendo: «Intanto cercassero di acquisirlo per il patrimonio pubblico, perché le fondamenta e la struttura sono recenti, se poi il Comune non riesce a finire i lavori, come Municipio ci offriamo di farlo noi».
Gli anni continuano a passare ma nessuno si prende la responsabilità di concludere questi progetti: forse era meglio lasciare tutto com’era prima della convenzione del 2004? O forse si dovrebbe risolvere il problema per ridare alla comuità uno spazio che è suo di diritto?
Ovviamente se il Comune avesse a disposizione dei fondi per acquisire questi palazzi, visto che quest’ultimi sono stati costruiti su un’area concessa dal Comune, sarebbe già un passo avanti ma visto che non ci sono i fondi non può essere realizzato.

