Spazi Urbani

Pubblicato il 20 maggio 2013 | da Federico Patacconi

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Parco di Tor Marancia: la riqualificazione nel progetto dei Giovani Agricoltori

Presentati alla Città dell'Altra Economia i nuovi progetti del Coordinamento Romano per l'accesso alla Terra. In primo piano la riqualificazione del parco di Tor Marancia. 220 ettari da dedicare all'agricoltura sociale, a nuove forme di reddito e alla multifunzionalità. Luigi Nieri promette un bando per le terre pubbliche entro i primi 100 giorni di governo

Oggi nella sala convegni della Città dell’Altra Economia a Testaccio le cooperative e le associazioni del Coordinamento Romano per l’Accesso alla Terra si sono date appuntamento per presentare i loro nuovi progetti e per chiedere risposte chiare alla politica.

Agricoltura sociale, multifunzionalità e lavoro. Queste le parole d’ordine di un Coordinamento che conduce una battaglia, quella per l’accesso alla terra per i Nuovi Agricoltori, su tutto il territorio cittadino, tanto con azioni di presidio delle terre pubbliche quanto con tavoli di confronto.

Parallelamente alla conferenza è infatti in atto da venerdì scorso anche un presidio permanente sulle terre pubbliche di Borghetto san Carlo, sulla Cassia.

‘Pochi sanno che in via Cassia 1450 ci sono 22 ettari di pregiato territorio agricolo e un casale dei primi del novecento acquisiti in proprietà dal comune di Roma nel marzo del 2010 e da allora in stato di abbandono. Un “bene comune” già di proprietà pubblica grazie ad una compensazione urbanistica, con un contratto che prevede la completa ristrutturazione del casale a carico del costruttore Mezzaroma’. Il Coordinamento accusa l’amministrazione Alemanno di non aver fatto rispettare quel contratto ‘poichè i lavori di ristrutturazione del casale, che dovevano essere completati nel marzo del 2013 con un impegno di oltre 2 milioni di euro, non sono mai cominciati. Nel pieno rispetto del vincolo di destinazione agricola previsto per questa zona dal piano d’assetto del Parco di Veio, Borghetto San Carlo deve essere destinato ad attività di interesse pubblico.’

 

Se da un lato si denuncia l’omertà della politica in atto dall’altro si chiedono impegni precisi a chi si candida al governo della città. Tra le proposte portanti del programma presentato oggi e che riguardano il territorio dell’ottavo municipio, ex undicesimo, c’è il progetto per il parco di Tor Marancia, che già nel febbraio scorso era stato teatro di un presidio simile a quello di Borghetto San Carlo. L’obiettivo è di puntare i riflettori sullo stato di degrado di questo enorme polmone verde scampato alla cementificazione per rimanere abbandonato a se stesso.

 

Il progetto. La cooperativa Carlo Pisacane- che insieme con Cooperativa Agricola Coraggio è uno dei soggetti fondatori del Coordinamento- prevede la realizzazione a Tormarancia di un grande parco agricolo.

L’idea chiave alla base della proposta è la multifunzionalità, un requisito fondamentale per i terreni agricoli situati in città. Nuovi servizi e posti di lavoro possono essere creati grazie a questo strumento, che inoltre favorisce l’attraversamento e l’utilizzo del parco da parte di tutta la cittadinanza.

Ma multifunzionalità significa anche “chiudere i cicli” di produzione, e cioè prevedere nel parco stesso la possibilità di trasformare i prodotti, per realizzare veri alimenti a km0, interamente lavorati all’interno dell’azienda.

Il disegno delle aree agricole è già in gran parte ultimato e prevede la creazione un uliveto, orti urbani e l’allevamento.Sulle funzioni aggiuntive la cooperativa apre al territorio: “Il multifunzionale in agricoltura può prendere diverse forme. Da una casa per gli anziani, ad un agriasilo, da centro per disabili a bassa funzionalità” spiega Marta di Pierro, presidente della Pisacane “Vogliamo realizzare un percorso partecipato per decidere quali servizi possano essere più utili. Per farlo vogliamo interrogare i cittadini, i comitati, le associazioni che a Tor Marancia operano da anni. A breve lanceremo un’assemblea pubblica per discutere, tutti insieme, di questi temi”.

 

Il parco. Dei 220 ettari di terreno del parco di Tor Marancia, ben 70 sono destinati ad uso agricolo. Queste terre sono il frutto delle compensazioni accordate al precedente proprietario, l’azienda immobiliare Parsitalia. Ma il Comune, attuale proprietario delle terre, non ha mai fatto sì che Parsitalia utilizzasse i 12 milioni di euro previsti per la riqualificazione della zona, lasciando il parco in stato di abbandono. “Il meccanismo della compensazione sta rivelando la sua totale inefficacia” dichiara Giacomo Lepri, presidente della cooperativa Coraggio “Non si è fatto altro che spostare il problema del cemento da un’altra parte, dove i cittadini si oppongono giustamente alla realizzazione delle cubature bloccando quindi anche i lavori di compensazione nelle aree come Tor Marancia. I costruttori continuano ancora oggi a fare il bello e il cattivo tempo nell’amministrazione romana”.

Il progetto del Coordinamento Romano per l’Accesso alla Terra aprirebbe quindi uno spiraglio per uscire da questo circolo vizioso.

 

Il “sì” di Nieri. E’ pesata fortemente l’assenza di Ignazio Marino, attualmente in corsa per poltrona di Sindaco di Roma, che aveva annunciato la sua partecipazione. Ma gli esponenti del Coordinamento non si sono lasciati sfuggire l’occasione per strappare risposte concrete a chi invece c’era, come il Candidato Capolista di SEL al Consiglio Comunale di Roma Capitale Luigi Nieri, che ha parlato anche a nome del candidato sindaco. Nieri ha infatti preso l’impegno, qualora la coalizione di centro-sinistra venisse eletta, di realizzare entro i primi 100 giorni di governo della città un bando per le terre pubbliche.

Sulla scia del progetto di legge appena presentato alla regione sugli stessi temi appare chiaro che il tema dell’agricoltura urbana e del nuovo utilizzo delle terre sia davvero all’ordine del giorno.

E forse ad oggi non è così assurdo sperare in una città nuova, dove il miglioramento della qualità della vita vada di pari passo con un utilizzo sapiente del verde urbano, per creare lavoro, servizi e partecipazione.

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