Nuovo Cavalcaferrovia Ostiense, stato dell’arte ed opinioni in attesa della fine dei lavori.
Ideato per collegare il dislivello tra la circonvallazione e la via Ostiense, il Cavalcaferrovia dovrebbe essere terminato entro questo Natale
Il Cavalcaferrovia attualmente in costruzione sull’Ostiense dà forma ad un progetto previsto fin dal Piano Regolatore Generale del 1962, ma che non fu mai portato a termine: quello di realizzare una connessione tra la circonvallazione e la via Ostiense, separate dal forte dislivello del piano di calpestio ed oggi anche dal passaggio della ferrovia.
Abbiamo raccolto alcuni pareri sull’utilità dell’opera tra i cittadini dell’XI Municipio e ricorrenti sono le perplessità sui costi, che si ritengono di gran lunga superiori al necessario. Inoltre è stato da molti fatto notare come abbia la precedenza il risolvere le molteplici situazioni di degrado all’interno del Municipio XI e infine, sempre secondo i cittadini, sarebbe stato utile pensare anche degli spazi verdi per i bambini, e non limitarsi al solo oggetto infrastrutturale senza apportare migliorie all’intorno urbano.
L’idea di un collegamento tra la circonvallazione Ostiense e il Lungotevere Pietra di Papa era stata di nuovo prevista nella prima edizione del “Progetto Urbano Ostiense Marconi” del 1999, con gli obiettivi di rendere più agevole il collegamento tra via Ostiense e la Cristoforo Colombo e di legare la Garbatella agli ex Mercati Generali e all’area tecnologica fino a viale Marconi, attraversando l’ex area Italgas e scavalcando il Tevere. Per realizzare tutto questo si era pensato ad un ‘cavalcaferrovia’ sui binari della Metropolitana B e della ferrovia Roma-Lido.
Solo nel 2003-2004 è iniziata però l’elaborazione del progetto e l’approvazione è avvenuta tra il 2006 e il 2009. Alla conclusione della gara d’appalto l’opera è stata assegnata all’impresa Cimolai. Non appena iniziati i lavori di bonifica del terreno sono intervenuti i funzionari della Sovrintendenza Archeologica che li hanno interrotti per terminare una campagna di sondaggi su alcune aree non ancora esaminate della zona.
Tutto questo ha causato forti ritardi, ed infatti solo nel maggio 2010 è iniziata la realizzazione effettiva del ponte. “Il termine dei lavori era previsto il 14 settembre 2011”, ha affermato il coordinatore del progetto dell’Amministrazione Comunale, l’Ingegnere Fabio Rocchi. “Il prolungamento di altri 100 giorni, sposterà la data di consegna nel periodo natalizio”.
“Il ponte è dotato di tre corsie per senso di marcia, di cui due riservate ai mezzi pubblici, e di marciapiede laterale. Almeno per ora -prosegue l’Ingegnere- non sono previste piste ciclabili, anche se potrebbero essere introdotte in qualsiasi momento con una diversa organizzazione della piattaforma”. Questa scelta è fortemente sentita dal popolo dei ciclisti, e la decisione spetta agli uffici preposti alla mobilità ed alla pianificazione.
L’Ingegnere Francesco del Tosto, progettista esecutivo del ponte, ha seguito i criteri prestabiliti durante la gara, molto simili a quelli commissionati per il ponte de la Barqueta di Siviglia, i cui autori sono Juan Arena e Marcos Pantaleon, e per i ponti ad arco dell’Architetto Santiago Calatrava.
In questo caso romano, il progetto esecutivo del ponte ha subito delle modifiche geometriche piuttosto marcate come l’arco reticolare che riprende la tipologia strutturale reticolare del Gazometro. La tipologia dell’arco è stata scelta perchè sia nel sottosuolo della circonvallazione Ostiense che in quello di via Ostiense e di via Benzoni è presente il collettore del fiume Almone che è costituito da una galleria in muratura di 10 metri di diametro oltre alla presenza di altri impianti fognari. Inoltre sarebbe risultato molto difficile poter lavorare nell’area ferroviaria senza interrompere la metropolitana e la linea per Ostia, di conseguenza si è giunti alla soluzione dell’arco con soli tre punti d’appoggio.
Sicuramente questa opera pubblica è fonte di tante riflessioni a partire da costi e dall’oppurtunità di dare spazio anche a quelle piccole migliorie che stanno a cuore a chi vive il territorio oltre che a chi lo attraversa, come la pista ciclabile o degli spazi verdi connessi. Da un punto di vista funzionale è certo che se il traffico aumenterà sulla via e sulla circonvallazione Ostiense verso la Cristoforo Colombo, diminuirà su via Pellegrino Matteucci, per la gioia dei residenti che vedranno meno traffico dalle loro finestre. Ed altrettanto certo è che si avranno i vantaggi logistici dell’unione di due assi stradali percorsi ogni giorno da altissimi flussi veicolari, e al momento densificati dalla frattura dovuta alla ferrovia.

