Spazi Urbani

Pubblicato il 26 aprile 2012 | da Saba Camilletti

0

Ex Fiera di Roma, in arrivo le case di pregio

Alemanno annuncia le procedure semplificate per l’ex Fiera ma dal territorio il coro è unanime: la città è un bene comune

Negli ultimi anni a Roma l’urbanistica è divenuta oggetto di interesse sociale attivo. Si diffonde infatti la pratica per cui cittadini e cittadine di differenti idee politiche e tutt’altro mestiere si riuniscono e si improvvisano esperti di piani regolatori, varianti, vertenze e linee guida, per ottenere niente più di quello che la legge prescrive: avere voce in capitolo nelle trasformazioni, troppo spesso in deroga al piano regolatore, in atto sotto casa loro.

 

Nel Municipio XI, in particolare nel quadrante Ostiense-Colombo- Laurentina, questa nuova forma di associazionismo si oppone a progetti sovradimensionati e privi di qualunque logica se non quella del profitto ed ha portato alla costituzione di tantissimi comitati; Stop I-60, Com. Fieramente, Com. Piazza dei Navigatori, Ass. Ottavo Colle, Comitato contro la Tangenziale Kobler, Com. No Pup, Cooperative Agricoltura Nuova e Carlo Pisacane, sono solo alcuni di questi.

 

L’ultimo allarme oggetto delle cronache romane riguarda uno dei nodi urbani più importanti della via Cristoforo Colombo, l’ex Fiera di Roma. Lo scorso mese ‘Le Linee Guida’ per l’ex complesso fieristico sono state approvate dalla Commissione Urbanistica e presto saranno esaminate dal Consiglio Capitolino. Il Sindaco Alemanno ha dichiarato che “Sarà un quartiere residenziale di pregio’ . Ha fatto poi un appello ‘affinchè la Delibera venga approvata il prima possibile in modo da poter mettere in moto questo potente strumento finanziario’ dichiarando che ‘c’è anche la possibilita’ di utilizzare le semplificazioni del Piano casa della Regione Lazio per accelerare l’iter di approvazione”. Andrea Catarci, presidente del Municipio XI, risponde a queste dichiarazioni con estrema preoccupazione: ‘il Sindaco Alemanno ignora che c’è un contro progetto, realizzato in collaborazione con gli abitanti e votato in consiglio municipale, che in alternativa ai 294.000 mc da svendere ai privati e al 65% di residenziale, propone 120.000 mc prevelentemente per uffici pubblici. In più adesso rincara la dose parlando di residenziale di pregio; è l’unico a credere che oggi a Roma il problema sia la scarsità di appartamenti di lusso. È chiaro poi che l’annunciato ricorso alla procedure semplificate significa meno partecipazione, tempi abbreviati, meno trasparenza, in una parola meno democrazia.’

 

Il suolo e i vecchi padiglioni in questione appartengono a Investimenti spa, una società a prevalenza pubblica- Camera di Commercio di Roma (58%), Comune di Roma (21%), Regione Lazio (9%)- che avendo investito nella Nuova Fiera intende fare cassa vendendo l’area al costruttore miglior offerente.

 

Il Comune -prosegue Catarci- per pochi soldi subito svende un’area che oltre alla posizione strategica gode anche di una riconoscibilità storica per tutta la cittadinanza. Per questo lancio la proposta di un Referendum Consultivo. Alemanno ha già annunciato di volere una consultazione popolare sui grattacieli, allora perchè non fare un pacchetto, inclusa Fiera di Roma ed altre trasformazioni chiave nella città e lasciare votare i cittadini? Nel caso della Fiera sarebbe facile scegliere tra A e B essendoci già un controprogetto scritto con gli abitanti’.

 

Ma per fortuna il Minisindaco del Municipio XI non è il solo nelle file della politica a dare priorità al destino dei vuoti urbani travolti dalle speculazioni. Di recente la Federazione della Sinistra -Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani- ha partorito un documento dal titolo ‘Roma è un ben comune’ e lanciato una campagna di raccolta dati e materiali su questo tema. Ed è proprio dal Municipio XI che hanno deciso di partire, con un’ assemblea pubblica lo scorso 27 marzo presso l’Urban Center di via Odero, invitando tutti i comitati di zona sopracitati.

‘Il progetto -come spiega Gulio Lorefice, del PdCI di Tor Marancia- mira a costituire una rete tra persone che combattono la stessa battaglia, una moratoria contro tutte le forme di consumo del suolo non sostenibili. L’obiettivo alto è la messa in moto di una macchina di ‘salvataggio’ aperta a tutti a prescindere dall’orientamento politico che agisca per le vie legali in maniera rapida ed efficiente, avendo già al proprio intero l’organizzazione e gli strumenti adatti.’

 

È ovviamente un percorso lungo ed ambizioso. Il dato rilevante è, però, la fortissima necessità che emerge da più identità politiche e sociali di una pianificazione trasparente, sostenibile e partecipata.


Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



Back to Top ↑