Spazi Urbani

Pubblicato il 17 marzo 2012 | da Andrea Celiberti

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Bioradar: tra tutela della qualità ed esaltazione del territorio

Mettere in collegamento il produttore genuino e di qualità con il compratore più vicino a lui, sensibile all’ambiente e attento al risparmio. Questo è l’obiettivo di Bioradar, un sito di recente ideazione, nato per sostenere il consumo etico e intelligente. Abbiamo parlato con Sandro Russo, ideatore della pagina web, che ci ha raccontato la genesi, le funzioni e le prospettive future del sito.
“Bioradar”, ci ha spiegato il suo creatore, “nasce un anno e mezzo fa durante un periodo in cui all’università iniziavo ad approfondire le dinamiche dell’economia territoriale, ambientale e industriale. Insieme a un amico abbiamo organizzato all’interno della facoltà un gruppo d’acquisto solidale (GAS Roma Tre) che si riforniva dai piccoli produttori locali presenti all’interno delle riserve naturali di Roma. In poco tempo abbiamo ottenuto un ottimo successo ed è stato allora che è nata l’idea del sito”. Quest’ultimo consiste in una mappa del nostro territorio nazionale sulla quale viene mostrata la propria posizione geografica e le attività che si trovano nelle nostre immediate vicinanze. Queste attività sono tutte piccole e medie realtà locali accomunate da più fattori qualitativi, come la vendita diretta, l’artigianalità, il rispetto per l’ambiente, per il lavoro e per la tradizione. Il programma consente quindi ai consumatori di trovare facilmente generi alimentari (produttori con vendita diretta, gruppi d’acquisto, agriturismi), non alimentari (laboratori artigianali, studi creativi) ed eventi (mercatini e fiere) nelle vicinanze del posto in cui si trovano o in cui dovrebbero andare, cambiando indirizzo della ricerca. “Utilizzare Bioradar significa avere prodotti e servizi di qualità a portata di mano, agevolando così il taglio di filiera ed aiutando i consumatori a risparmiare.

Nell’immaginario collettivo difficilmente la figura del contadino viene rappresentata come un soggetto capace di collocare la propria attività su internet. Secondo Sandro Russo, invece, questo modo di giudicare la realtà rurale è completamente sbagliato. “Non dobbiamo pensare che l’agricoltura sia portata avanti soltanto da vecchi contadini che lavorano la terra come nel dopoguerra. Molte realtà, sia rurali che di artigianato, sanno perfettamente che utilizzando internet possono farsi conoscere e descrivere le caratteristiche tipiche delle loro produzioni. Tanto più che uno dei principali mezzi con i quali queste realtà sono venute a conoscenza del sito è stato Facebook, un social network”.

Ad oggi gli artigiani e i produttori aderenti all’iniziativa di Sandro sono veramente tanti. Basta aprire l’home page del sito per notarlo: appare una grande mappa della capitale piena di icone colorate, una per ogni attività. Però non sono solo le microimprese locali ad aver accolto subito a braccia aperte questo nuovo canale di comunicazione, anche i dati delle visite degli utenti lasciano sbalorditi. “Sì”, ci ha detto ancora l’ideatore, “all’apertura il sito contava circa cinquanta visitatori al giorno, oggi, dopo appena qualche mese, sono triplicati”. Un altro dato degno di nota è quello sull’età media degli utenti corrispondente a trent’anni, segno inequivocabile del desiderio dei giovani di veder valorizzato il loro territorio e di un ritorno a una genuinità che la grande distribuzione ha cancellato.
Nonostante il grande successo che sta avendo, Bioradar è comunque un progetto tutto in divenire. “Vi do un’anticipazione in esclusiva”, ci ha detto Sandro, “stiamo cercando di dare la possibilità anche ai semplici utenti di iscriversi a Bioradar. In questo modo chi è interessato potrà interagire direttamente con le realtà presenti sul sito attraverso messaggi ed inoltre avrà la possibilità di seguire con più facilità le realtà scelte tra le preferite”. Un misto tra blog, sito di mappe e social network insomma. Ogni strumento è lecito pur di conseguire l’obiettivo: “dar voce alle piccole realtà locali tutelandone la qualità ed esaltando il valore del nostro territorio”.

 




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