All’air terminal è in arrivo il Campidoglio 2, si salvi chi può
Stimati 4.900 cittadini in più in orario diurno nell'area dell'Air Terminal, a seguito dei nuovi uffici capitolini. E ulteriori 58.000 metri cubi di cemento tra via Palos e la chiesa di Santa Galla
Il piano è semplice ma efficace, come tutte le alchimie veramente diaboliche. Discende per via diretta da due illustri avi, lo schema Ponzi e il caso Madoff: l’uno il Carneade romagnolo che ha inventato il metodo, l’altro il finanziere stelle e strisce che lo ha per ultimo impiegato, bisogna dire con incerte fortune.
Il trucco è estrarre dal cappello il coniglio mentre la platea fissa un punto diverso dalla mano svelta dell’illusionista: dal cilindro i più esperti riescono a far sgorgare milioni (di euro) creati miracolosamente dal nulla. Come si fa dovremmo chiederlo agli immobiliaristi romani, i palazzinari per la vox populi che ne fissa una delle prerogative esclusive: costruire palazzi. Mi chiamo Tuttaroma, costruisco palazzi: il mio primo palazzo l’ho fatto negli anni 70, su un prato, dal giorno alla notte. Alcuni appartamenti sono ancora sfitti dopo 30 anni, pazienza, il primo palazzo mi serve per ottenere le garanzie bancarie che mi occorrono per costruirne altri. Il rapporto è di uno a cinque, il valore di uno dei miei palazzi finanzia la costruzione di altri cinque. Come è possibile? Non avete guardato con attenzione la mano sinistra… Il trucco è che questi palazzi restano vuoti: gli appartamenti messi sul mercato a prezzi esagerati hanno lo scopo di mantenere artificialmente alto il prezzo degli immobili. Se venissero messi sul mercato tutti gli appartamenti vuoti in città, e se fosse il mercato a regolarne il prezzo secondo la legge della domanda e dell’offerta il valore degli immobili crollerebbe drasticamente. Ma poi come faccio a costruire altri palazzi? Chi mi aprirebbe più le linee di credito di cui ho bisogno? Insomma, costruisco palazzi al fine di costruire domani altri palazzi, e così via all’infinito, e poco male se dovrò sopportare che prima o poi qualcuno ci vivrà pure, in questi palazzi.
E quindi quale immagine evocare se non la proverbiale colata di cemento, saputo del pacchetto di delibere della giunta Alemanno che contiene varianti al Piano Regolatore per 35 milioni di metri cubi? Una nuova città, nella città che meno ne avrebbe bisogno. Nata per proseguire la grande truffa della speculazione edilizia capitolina.
Anche in XI municipio i disegni speculativi, tentati, progettati o perpetrati, sono più d’uno: alla lista si aggiunge adesso il nodo del parco Ostiense, area di intenso sviluppo urbanistico negli ultimi anni.
Tutto nasce da un ricco pacchetto di compensazioni tra Comune di Roma e Ferrovie dello Stato, le quali hanno ceduto al primo una serie di lotti edificabili nel quadrante dell’ex Terminal; in un lungo cuneo che si estende fino alla Colombo sono già stati eretti diversi condomini, mentre l’ex Terminal ospita adesso Eataly, il salone del gusto made in Italy. A tutto ciò si aggiunge il prossimo insediamento del Campidoglio 2, la sede decentrata dell’amministrazione capitolina, che conserverebbe al Campidoglio le sole attività di rappresentanza istituzionale. Il Comune dovrebbe adattare alla bisogna parte della vecchia manifattura di tabacchi, e costruire ex novo un complesso di edifici al posto dell’attuale posteggio per caravan. Si stimano 4900 cittadini in più, nelle ore di ufficio.
Già oggi, dopo che il municipio ha accolto gli abitanti dei nuovi palazzi di via Palos, i problemi di vivibilità legati alla carenza di strutture pubbliche si sono acuiti; a ciò dobbiamo sommare le difficoltà connesse alle presenze di clienti di Eataly che ha sovraccaricato la risicata viabilità locale.
E per il domani le cose si complicano ancora: il comune ha concesso nel marzo 2012 alla società Nuova Florit permessi di costruzione per un totale di 58.000 metri cubi, nel triangolo vuoto tra le spalle della chiesa di S. Galla e l’angolo di via Palos. A seguire la questione c’è un comitato di quartiere (http://comitatoostiensegarbatella.wordpress.com/) che ha inviato uno scritto alla Procura della Repubblica ipotizzando l’illecito ambientale e amministrativo. Chiedono risposte all’amministrazione capitolina su come e dove verranno costruite le nuove unità abitative, e quale sarà il piano di miglioramento dei servizi nel quartiere che l’incremento dei residenti richiederà.
Per la scarpa di Alemanno, una altro sassolino: prima i mille ostacoli del percorso di approvazione delle delibere di variazione del piano regolatore, poi le difficoltà dell’assetto finanziario di Atac, oltre all’incertezza delle prossime prospettive parlamentari e al mandato in scadenza. Il panettone l’ha mangiato, ma non deve averlo digerito.

