Volare per sopravvivere, molto più che una metafora
Inaugurata il 10 gennaio l'installazione ideata e realizzata grazie alla collaborazione dell'associazione Arpj Tetto onlus con alcuni minori afghani
È stata inaugurata lo scorso 10 gennaio l’installazione ‘Volare per sopravvivere’. Una suggestiva e colorata rappresentazione spaziale che incornicia la scalinata centrale del Museo Luigi Pigorini all’Eur.
Sette aquiloni tutti di colore diverso sono sospesi quasi a formare una volta della scala, e sono ancorati alla pareti da cui partivano attraverso le code, che a loro volta si srotolano a formare, da un lato e dall’altro della scalinata, lo sky line delle città afghane.
L’opera, che rimarrà esposta fino al 24 gennaio, nasce da un’idea di Sofia Sebastianelli, ed è stata realizzata insieme a Hamed Khawari, Paola Equizi, Viviana Petrucci, Federica Kent Fazi e Francesca Pacini. Un gruppo di amici, che collaborano e frequentano la casa famiglia sul Lungotevere Dante ‘Il Tetto’ e che insieme ha deciso di partecipare a ‘Idee migranti, concorso per installazioni / performaces / incontri”, organizzato in concomitanza con il progetto europeo READ-ME 2 e con l’esposizione “[S]oggetti migranti: dietro le cose le persone” (Roma, Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini, 20 settembre 2012 – 2 aprile 2013).
‘Il senso dell’installazione è quello di raccontare il viaggio dei migranti- ci spiega Sofia -e noi abbiamo scelto quello dei ragazzi afghani, perchè ne abbiamo conosciuti molti all’ass. Il Tetto. L’idea nasce proprio da un’immagine che mi è rimasta impressa durante la festa del Tetto, a cui ho partecipato lo scorso giungno. Avevo questo ricordo di Hamed con altri giovani ragazzi afghani intenti a costruire aquiloni. L’aquilone infatti è un oggetto parte della tradizione degli afghani e simboleggia bene questo viaggio incerto e difficoltoso. Viene scosso dai flussi d’aria ma ha questa caratteristica che essendo legato ad un filo sembra rimanere col pensiero alla terra d’origine anche se va lontano.
Volevamo raccontare il viaggio ma soprattutto quello di coloro che viaggiano senza nulla, se non i propri i ricordi e il proprio sapere popolare, quindi la capacità di costruire gli aquiloni. Sette, perchè rappresentano un ciclo completo’.
L’associazione Arpj Tetto onlus da più di un anno lavora con un gruppo di minori afghani, gli stessi che hanno realizzato il murales per riqualificare l’area sul Lungotevere Dante, che recita ‘Oggi impariamo a stare insieme e domani a ricordarcene’. Hamed è uno di loro e insieme a Sofia e al resto del gruppo ha preso parte alla realizzazione di ‘Volare per sopravvivere’, condividendo una delle poche cose che ha potuto portare con sè, saper costruire gli aquiloni.

