Vicenda Conus: ultimo capitolo
Raggiunto l’accordo tra le sigle sindacali e Snam Rete Italgas per la tutela dei lavoratori a rischio
19/04/2011
La mobilitazione degli operai della Conus è giunta all’epilogo, dopo dieci notti trascorse sul gazometro di Via Ostiense. Venerdì scorso intorno alle 22 è iniziata a circolare la voce, in via ufficiosa, della conclusione positiva dell’accordo tra i sindacati e l’azienda Snam. “La Conus si impegna a tenere all’interno tutto il personale che non viene assorbito dalle ditte che vinconol’appalto”. Con queste parole Gabriele Valeri, segretario nazionale del settore Filgtem Cgil, ha dato la notizia ai diversi lavoratori che aspettavano dalle ore 18 davanti al Ministero dello Sviluppo Economico.“ I bandi di gara – ha continuato il segretario al microfono di Emanuela Pendola – vengono modificati su tre diversi punti . Si obbliga chi vince la gara ad applicare il contratto nazionale gas-acqua e a incontrarsi con le associazioni sindacaliper definire le questioni di carattere occupazionale e contrattuale”. I commenti della Cisl sono stati più freddi. “Non abbiamo ottenuto il 100% – ha dichiarato Ivo Banella della Femca Cisl – però siamo abbastanza soddisfatti”. In particolare è stato garantito ai sessanta operai ex-Italgas, quelli più vicini alla pensione,di mantenere i contratti lavorativi all’interno dell’azienda Conus, con mansioni diverse dalle precedenti.
Sotto al gazometro, invece, la festa è stata grande alla discesa dei quattro operai. “E’ stata la lotta non solo dei lavoratori Conus, ma di tutti i lavoratori” ha dichiarato Mauro Ricci, uno dei quattro rimasti per dieci giorni sul gazometro, al microfono di Emanuela Pendola. “Quando ci sono in gioco i diritti, la dignità delle persone e il lavoro, tutti sonodisposti ad andare lassù” ha aggiunto Massimo Sestio, anche lui protagonista di questa protesta. “In questo tipo di battaglie – ha infine dichiarato Mauro Luppiro, uno dei sessanta operai ex-Italgas, raggiunto al telefono dalla redazione di Core – e nella storia del gas, pochi possono vantare una partecipazione così ampia; rimarrà negli annali”.
Notevole è stata infatti la mobilitazione politica, anche se non immediata. Ricordiamo infatti che la protesta ha avuto inizio il 28 marzo, con lo sciopero di 8 ore dei lavoratori Conus del Lazio e una settimana di presidio, fino alla decisione del 4 aprile di occupare il gazometro.“Spiace dover rilevare – ha sottolineato il Vice Presidente del Senato Vannino Chiti (PD) – che troppo spesso le vertenze sindacali ottengono la doverosa attenzione solo dopo che i lavoratori ricorrono alla soluzione estrema della protesta”. Da quel momento in poi è stato un crescendo di dimostrazioni di solidarietà e impegno a trovare una soluzione, in primis dal presidente del Municipio XI Andrea Catarci, e in seguito dalla provincia, con il Presidente Zingaretti e l’Assessore della Provincia Smeriglio che si sono adoperati in prima persona per la convocazione del tavolo al Ministero. Tardivo, seppur determinante, l’intervento del presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che si è inserita nella trattativa solamente a tre giorni dalla conclusione, giocando però un ruolo importante per la conclusione delle trattative. Infine da rilevare la totale assenza del sindaco Alemanno, il quale ha unicamente dichiarato che “la questione Conus è un problema di carattere nazionale”. Il disinteresse del sindaco è stato così palese da essere notato, oltre che da Andrea Catarci, dal consigliere provinciale Gianluca Peciola (SEL) e dal consigliere comunale Massimiliano Valeriani (PD) in diversi comunicati. Anche la stessa Presidente della Regione Renata Polverini, come riferito dagli operai della Conus , interrogata sulla questione, non ha potuto esimersi dal notare l’assenza ingiustificata del Primo Cittadino di Roma. Vista l’importanza di proteste di questo tipo, e il probabile ripetersi di problematiche analoghe a causa del momento storico globale, un attenzione maggiore da parte del Sindaco della Capitale dovrebbe essere non solo necessaria ma, considerato il ruolo istituzionale, dovuta alla cittadinanza.

