Resistenze

Pubblicato il 3 giugno 2012 | da Fabio Ferrari

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Tutte le case di santa madre chiesa

Da un'idea di un ex studente di Roma Tre, in commercio la nuova app che monitora i privilegi della casta per eccellenza, il Vaticano

Grazie all’innovazione tecnologica, conoscere l’entità del patrimonio immobiliare e i privilegi di cui gode la Chiesa Cattolica non sarà più solo una questione di fede. Dal 27 maggio scorso infatti è possibile scaricare una nuova app per smartphone, la cui principale funzione è la possibilità di individuare e segnalare le proprietà della Chiesa in tutto il mondo, anche e sopratutto se sfruttate a scopo di lucro.

Creata da Simone Jacoella, ex studente di Roma Tre già ideatore di Cameraleaks, la app su santa madre chiesa ha due versioni nomi diversi. Vatican eState per Apple e Vaticanleaks per Android. 

L’app sul Vaticano – spiega Simone, che crea e sviluppa le sue app in tandem con il fratello Daniele – era già pronta a fine autunno, quando fioccavano gli scandali sulla pedofilia dei sacerdoti. Il lancio del nostro prodotto è stato bloccato dalla Apple, che per mesi ha rifiutato di accettare Vaticanleaks (questo il nome originario) ritenendola uno strumento di attacco ai cattolici e dunque non adatta alle sue politiche aziendali.”

Il rifiuto opposto ai due sviluppatori romani svela quanto sia saldo sia il potere del Vaticano, anche nei confronti dell’azienda di Cupertino. Solo dopo aver rivisitato il concept della app, il Review Board (organo di valutazione e censura) della Apple ha accettato di commercializzare il prodotto, sia pure con una versione monca rispetto a quanto proposto.

L’idea originaria è invece rimasta nella app fruibile nel Google Play Store di Android: un archivio che spazia dal censimento “in progress” del patrimonio immobiliare della Chiesa fino alla mappa del mondo che geolocalizza i luoghi degli abusi sessuali e dei casi di pedofilia sentenziati che hanno coinvolto la Chiesa, passando per una sezione dedicata alla banca Vaticana, lo Ior, e un’altra chiamata “Offertorio di Stato”, tra 8 per mille ed esenzioni fiscali.

Tra pedofilia e corruzione – sottolinea Jacoella – gli scandali che in questo periodo stanno divorando il Vaticano sono una ulteriore dimostrazione della sua natura temporale e dell’ingiusta persistenza dei privilegi di cui gode. Anche se il Review Board Apple ha accettato solo la sezione sul censimento immobiliare – riprende il giovane sviluppatore – rimane comunque interessante oggetto di studio capire a quale uso sono veramente destinate le innumerevoli proprietà del Vaticano. Solo a Roma ve ne sono trentamila, sulle quali la Chiesa paga l’Imu tramite autocertificazione. Con Vaticanleaks si potrà mettere sotto la lente d’ingrandimento ogni piccola realtà, territorio per territorio.” Non resta che vedere cosa bolle in pentola nel nostro Municipio.

 


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