Sanità La chiusura di un servizio essenziale, lo “sfratto morale” del Municipio alla Polverini e le prime reazioni
Interrotte definitivamente le prestazioni d'urgenza all’Ospedale di Garbatella. Nelle vicine strutture sanitarie è già caos
Febbraio inizia con una cattiva notizia per l’XI Municipio: la chiusura definitiva del pronto soccorso medico del CTO, che solo nell’anno passato ha contato 33.000 accessi. A decretare la morte di un servizio pubblico di primaria importanza per il nostro municipio è la Regione Lazio, che ha imposto all’ospedale la chiusura del Pronto Soccorso e del reparto di Breve Osservazione e ai dipendenti di non rilasciare alcuna dichiarazione al riguardo. A fronte di ciò il presidente del Municipio XI Andrea Catarci e Antonio Bertolini, Delegato alla Sanità del Municipio Roma XI, hanno indetto, lo scorso 14 gennaio, una manifestazione di protesta sotto la sede della Regione, durante la quale hanno consegnato alla presidente Renata Polverini un’ordinanza di sfratto morale. Un gesto simbolico per testimoniare il disaccordo dei residenti con il provvedimento unilaterale della Regione. Quello che più infastidisce il Municipio, le associazioni del territorio e i cittadini è l’arroganza con cui è stata presa la decisione, contenuta nel Piano di Rientro. “La Presidente Polverini – dichiara Andrea Catarci – ha attuato le sciagurate decisioni evitando ogni forma di confronto con le realtà locali, associative e sindacali, nonché in totale disprezzo di quell’art.32 della Costituzione italiana che considera la salute un diritto primario e inviolabile dell’uomo.” A rimetterci, ovviamente, il cittadino. Il disastro annunciato è già realtà: al pronto soccorso dei vicini Sant’Eugenio e San Giovanni è caos totale, con attese lunghissime, pazienti coricati sulle barelle delle ambulanze che li hanno trasportati in ospedale ed un conseguente fermo dei mezzi del 118. E’ vero che già con la passata Giunta di centrosinistra, sotto la pressione del Governo nazionale, sono stati approvati atti che prevedevano la cancellazione del Pronto Soccorso al CTO ma è altrettanto vero che, dopo il confronto con Istituzioni e cittadinanza locale, si è sempre avuto la ragionevolezza di riporre nel cassetto tali provvedimenti. Al contrario la Presidente Polverini e la sua Giunta non vedono e non sentono e procedono in maniera puramente ragionieristica su una questione come la Sanità, dove dovrebbe contare in primis l’accesso alla stessa, il diritto alla salute e la professionalità del personale. Salvo poi fare immancabili regali pubblici a strutture di sanità privata. La chiusura del pronto soccorso sembra rientrare in una strategia più lungimirante e distruttiva. Trattenere un pronto soccorso ortopedico senza quello medico è pura fantasia perché le due strutture sono legate inevitabilmente; chi, ad esempio, si frattura un piede cadendo potrebbe al contempo aver sbattuto la testa o avere altri problemi oltre la semplice frattura. La chiusura del pronto soccorso medico del CTO sembra parte di una prospettiva più ampia di smantellamento nei confronti del CTO, perché chi la attua sa che pronto soccorso medico ed ortopedico vivono legati. Il CTO, dunque, come uno fra i tanti ospedali della Regione Lazio caduti nel mirino dei tagli ad una sanità sempre meno pubblica, viene distrutto gradatamente ed il sindaco di Roma Alemanno non si pronuncia al riguardo. Dal Municipio la proposta operativa per evitare il peggio è innanzitutto quella di aprire un confronto tra Regione, Roma Capitale, Municipio Roma XI e Asl Roma C, con il contributo di organizzazioni sindacali e associazioni. “Si provveda poi – dichiara Catarci- ad attingere dai 400 posti letto residui, rimasti a disposizione del Lazio, per assicurare i 20 indispensabili al reparto di Breve Osservazione e si riattivi, pienamente e subito, il Pronto Soccorso. Nel prossimo futuro, infine, si abdichi alla malsana idea di regalare al Policlinico Umberto I l’Unità Spinale, unica in tutto il centro sud e fiore all’occhiello dell’Ospedale, per valorizzare intorno ad essa la vocazione ortopedico traumatologica”. “Chiudere il pronto soccorso del CTO è una manovra estremista- dichiara Gianluca Peciola, consigliere SEL della Provincia di Roma- assurda di fronte alla crisi del servizio pubblico, ad un ampliamento della cittadinanza e allo storico dell’ospedale CTO. Bisogna riprendere la mobilitazione subito” e sono proprio e soltanto le azioni di protesta indette dall’XI Municipio a far sperare ai cittadini che il pronto soccorso in cima alla collina di Garbatella torni attivo come sempre.

