Operai Conus: ancora nulla di fatto
Nessuna reazione da Comune, Regione e Consiglio dei Ministri. Provincia e Prefetto si adoperano per l’apertura di un tavolo di trattativa
(07-04-2011)
Prosegue la protesta degli operari Conus, in sciopero sui tralicci del gazometro ormai da quattro giorni. Ieri mattina, come annunciato, i loro colleghi si sono riuniti in un presidio davanti a Palazzo Chigi durante il Consiglio dei Ministri. “Abbiamo consegnato una lettera al sottosegretario alla presidenza del Cdm Gianni Letta – spiega Marco Pantò, segretario nazionale UILCEM Lazio – in cui chiediamo che il bando sia annullato e riformulato inserendo una clausola di garanzia occupazionale.”
Anche questa mattina non è mancata la presenza di sindacati e lavoratori davanti Palazzo Chigi, per ricordare la promessa dell’onorevole Letta di sottoporre il problema dei 400 lavoratori Conus in consiglio.“Oggi trascorreremo tutta la giornata al terzo anello della struttura – hanno dichiarato nella mattinata all’Ansa gli operai accampati sul gazometro – fin quando non avremo notizie dal Consiglio dei Ministri. Nonostante la promessa dell’onorevole Letta, non abbiamo ricevuto nessuna notizia. E’ stata anche inoltrata una richiesta formale per un incontro con il ministro Romani, che ci è stato però negato”.
Non tutti gli organi istituzionali sono però sordi alle proteste dei lavoratori. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, si è recato oggi al Gazometro per incontrare i dipendenti della Conus. ”La Provincia di Roma assume come sua la vertenza dei lavoratori della Conus nei confronti dell’Eni. Oggi incontrerò il prefetto e abbiamo già avuto disponibilità dall’Eni all’apertura di un tavolo. Qui è in atto una vergogna – ha dichiarato il presidente Zingaretti ad Adnkronos – siamo di fronte ad un processo di ristrutturazione che rischia di mettere in mezzo ad una strada molti lavoratori e di abbassare la qualità e la sicurezza dei servizi ai cittadini. C’è un’azione estrema di lavoratori che si sentono soli. Roma è una città in cui aumenta la disoccupazione e la cassa integrazione e questo non è accettabile”.
Contemporaneamente il Prefetto di Roma Pecoraro ha fissato per il prossimo 12 Aprile, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il tavolo istituzionale con i lavoratori a lungo richiesto. “E’ sconcertante l’immobilismo del comune di Roma e della regione Lazio – ha commentato il consigliere Gianluca Peciola (SEL) – che fino ad ora non hanno svolto nessun ruolo attivo di mediazione nell’ambito di questa vertenza”.
Nel frattempo sotto il gazometro è lampante l’assenza di qualsiasi tipo di sostegno agli scioperanti. “Come potete ben vedere – prosegue Marco Pantò – non è presente sul posto né un presidio medico, né tantomeno i vigili del fuoco, che in situazioni del genere sono la prassi”.Ricordiamo che i quattro operai sono tutti ultracinquantenni, accampati da quattro giorni a più di 50 metri da terra, sprovvisti di qualsiasi mezzo se non quelli procurati dal Municipio XI, e hanno iniziato lo sciopero della fame. “ Stiamo cercando di convincerli a optare per uno sciopero della fame più moderato – spiega Pantò – ma più il tempo passa senza che s’improntino delle soluzioni definitive, più c’è il rischio che decidano di inasprire la protesta”.

