Resistenze

Pubblicato il 1 marzo 2012 | da Enrico Giordano

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Le risposte di Acea

Dopo la pubblicazione su CORE, ottengono una risposta le nostre domande relative alla centrale Acea di Tor Marancia

Nel tentativo di dar voce alle ragioni che ha Acea nel mantenere la centrale in loco (via Zaniberti), abbiamo provato a contattare un esponente del gruppo energetico per porgli alcune domande. Il nostro interesse era edificare un dialogo serio con entrambe le parti, per metterlo a disposizione del lettore e del cittadino.


Le accuse rivolte alla centrale sono gravi: coinvolgono ogni residente nella salute, il bene più prezioso. Ma invero chiamano in causa ogni cittadino, essendo legate a questioni generali concrete e tangibili per ognuno. Argomenti, come l’elettrosmog, che spaziano dalla quotidianità privata di tutti noi (quanto fa male il wireless?) alla vita civile.

 

Sono domande che forse presentano una sfumatura provocatoria, ma un intento -ottenere una risposta- che può essere serenamente esaudito da chi ha argomentazioni solide.


La lettera, indirizzata all’ing. A.S. Donnarumma, presidente di Acea Distribuzione, non ha ottenuto inizialmente alcuna risposta. Si è dovuti aspettare i primi di febbraio, quando l’uscita del numero di CORE dedicato alla centrale, in cui erano pubblicate anche le domande, ha fatto accorgere della nostra presenza. Le risposte, se pure in ritardo, si presentano complete e accurate; c’è però da notare, soprattutto nelle ultime domande, una tendenza all’elusività. Come quando viene richiesto se possa risultare inappropriata l’esistenza stessa (hic et nunc) di una centrale tra un parco regionale e un quartiere popolato: in quel caso viene solo ribattuto che all’epoca della costruzione il parco non esisteva, tacendo di fatto sull’opportunità dell’attuale presenza della centrale.


Pubblichiamo qui di seguito le domande e le relative risposte, forniteci da Salvo Buzzanca (Capo Ufficio Stampa di Acea Spa), che ringraziamo per la disponibilità.


 

Domanda 1). Dottor Donnarumma, in seguito alle contestazioni espresse dai residenti Lei ha dichiarato pubblicamente la propria intenzione di procedere allo spostamento e interramento della Stazione di trasformazione (la centrale in questione) nei pressi di piazza Lante. La dichiarazione però sembra non aver avuto alcuna conseguenza pratica, né è stato palesato un qualunque segno che si stia procedendo in questa direzione. Perché?

Risposta. Quanto affermato non corrisponde al vero. Infatti, il progetto di massima presentato nell’incontro pubblico del primo dicembre 2011 da Acea al comitato di quartiere – alla presenza del Sindaco di Roma, che ha assunto l’impegno di attuarlo – è stato, secondo quanto stabilito, avviato formalmente e sostanzialmente verso la metà dello stesso mese. Al presente, Acea sta redigendo il piano dell’opera dell’intervento, che, secondo il programma cronologico, sarà completato e inviato all’Amministrazione Capitolina entro tre mesi dall’avvio del progetto; la redazione di tale piano costituisce attività necessaria e indispensabile per la successiva fase del processo, ossia la convocazione della conferenza dei servizi preliminare, propedeutica alla redazione del progetto definitivo; il tutto rispettando tempi e scadenze.


Domanda 2). Durante l’incontro pubblico del primo dicembre dello scorso anno, è stato fatto notare come si sia ecceduto sui tempi necessari per richiedere le autorizzazioni necessarie al progetto (stimati in 48 mesi). Bisogna vederla come semplice mancanza di cura o come un temporeggiamento calcolato?

Risposta. Né l’una né l’altro. Il tempo di 48 mesi è stato stimato sulla base dell’esperienza maturata da Acea in numerosi interventi di realizzazione di impianti di distribuzione. I procedimenti di autorizzazione sono articolati e coinvolgono un gran numero di soggetti; nell’incontro del primo dicembre scorso Acea ha fornito l’elenco (molto lungo) dei “nulla osta” necessari per il completamento degli iter procedurali di competenza di diverse istituzioni (28 titoli previsti). Del resto, nell’incontro pubblico citato vi è stata, da parte dei cittadini, una sola richiesta di chiarimento circa la durata del procedimento.


Domanda 3). La centrale in questione ha un’utilità specifica, in quella posizione? Perché si è così restii allo spostamento?

Risposta. Partiamo dalla seconda domanda. Non vi è nessuna resistenza ad attuare il progetto, tant’è che questo è già in corso. Ricordo che fu proprio il Sindaco di Roma ad affermare che il semplice spostamento della cabina in altro sito non può costituire un’efficace soluzione, da cui la scelta di adeguare l’impianto al progetto urbanistico capitolino riguardante il Parco dell’Appia Antica. Circa l’utilità della cabina, basti pensare che essa fornisce un bene primario come l’energia elettrica a un bacino di circa 40.000 cittadini insediati nelle aree circostanti. Per quanto riguarda l’ubicazione, non bisogna dimenticare che la cabina fu realizzata nei primi anni ottanta, ossia in un’epoca in cui il territorio vedeva un forte sviluppo urbanistico, il parco non era previsto e i consumi di energia elettrica crescevano ad un ritmo elevato.


Domanda 4). La centrale è davvero a norma, come garantito anche dal Sindaco Alemanno?

Risposta. Assolutamente sì. Basti ricordare che la cabina (la centrale) è stata autorizzata a seguito di un lungo procedimento di autorizzazione e che i costanti controlli, sia nostri che degli Enti di Controllo, assicurano che tutte le norme sono sempre rigorosamente rispettate.


Domanda 5). In tutta franchezza, pensa che una centrale di questo tipo possa causare danni ai cittadini esposti? Può sostenere che non ci sia il minimo rischio di implicazioni mediche?

Risposta. La cabina (la centrale) è stata realizzata in conformità alle norme legislative e tecniche in vigore, norme che, sulla base degli studi nazionali e internazionali, definiscono limiti e condizioni atti ad escludere “rischi di implicazioni mediche”. Una volta che il legislatore (nazionale o europeo) ha stabilito le regole, gli operatori svolgono la propria attività nel rispetto di tali regole, e possono essere chiamati a rispondere solo dell’eventuale violazione delle stesse. Questa logica è imprescindibile.


Domanda 6). In ogni caso non pensa che questo tipo di impianto sia inappropriato al limitare tra una riserva naturale (Appia Antica) e un quartiere residenziale?

Risposta. Come ricordato, la cabina è stata realizzata nei primi anni ottanta. Il Parco dell’Appia Antica è stato istituito nel 1988, dopo la costruzione e l’avvio in esercizio della cabina (centrale). Inoltre, l’area di Tor Marancia aveva una destinazione urbanistica di PRG preordinata alla trasformazione edilizia, poi modificata da successi interventi urbanistici. Come si vede, non si può prescindere dal contesto storico.




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