Resistenze

Pubblicato il 8 novembre 2011 | da Adriano Manna

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In corteo per l’ex Deposito Atac di San paolo

Un corteo partecipato e pacifico, ma allo stesso tempo determinato a riprendere un percorso di lotta per il diritto all'abitare che non può essere risolto a suon di sgomberi e repressione

E’ andata in scena sabato pomeriggio, lungo le vie della Garbatella, la manifestazione di risposta allo sgombero dell’ex deposito Atac “Sestilio Ninci”, occupato nel giugno scorso dai movimenti di lotta per la casa della Capitale, 

Circa 700 persone, tra cui molte famiglie in emergenza abitativa ma anche attivisti dei movimenti romani e tanti semplici cittadini, hanno dato vita ad un corteo che, partito da via Badoero, si è concluso per le vie del quartiere di San Paolo, dove si è tenuta una partecipata assemblea pubblica.

Ad essere messa sotto accusa è la delibera 35, quella che prevede la svendita dei molti beni pubblici da parte del Comune di Roma ai privati, ma più in generale è l’ondata di speculazioni edilizie e la dismissione dei servizi pubblici che sta colpendo la città di Roma a fare da collante tra le varie istanze che si sono incontrate e confrontate.

Nel corso dell’assemblea tenutasi a Largo Da Vinci i movimenti di lotta per la casa hanno esposto quello che sarebbe stato il loro piano di riutilizzo pubblico del Deposito che versava in stato di totale abbandono ormai da anni: una casa per 20 famiglie in emergenza abitativa, una compagnia teatrale, un laboratorio di fotografia, un campo da basket e tanti altri progetti in cantiere, anche grazie all’interessamento di molti studenti della facoltà di architettura di Roma Tre, che si erano resi disponibili a mettere in campo le loro competenze per recuperare alla cittadinanza uno spazio altrimenti destinato ad arricchire i soliti noti.

Quello che più preoccupa i partecipanti all’assemblea è l’approccio di corto respiro con cui la politica romana sta gestendo la grave crisi in cui è sprofondata l’Atac: “Si stanno svendendo importanti patrimoni pubblici, come depositi e caserme dislocate in tutta la città, che potrebbero essere invece riutilizzate per affrontare alcune gravi emergenze sociali come quella abitativa, che con la crisi stanno raggiungendo livelli allarmanti. E tutto questo – secondo gli esponenti dei movimenti per la casa – avrà come solo effetto quello di far fare veri e propri affari ai soliti noti,  mentre l’azienda di trasporto pubblico della Capitale con queste vendite riuscirà a tirare a campare solamente per qualche mese in più, poiché vere e proprie riforme strutturali che rendano sostenibile il deficit di bilancio nel lungo periodo non se ne vedono”.  

Particolarmente significativo l’intervento di un rappresentante del comitato No Pup da Vinci: “Siamo qui a portarvi la nostra solidarietà, poiché le nostre lotte sono in realtà la stessa lotta, contro chi approfittando della crisi sta svendendo i beni pubblici ed i diritti sociali”.

Presenti in piazza anche il Presidente del Municipio XI Andrea Catarci ed il Consigliere comunale Andrea Alzetta, oltre ad una rappresentanza del comitato “Madri per Roma città aperta” che, ironia della sorte, aveva deciso in questi giorni di stabilire proprio nell’ex Deposito di San Paolo la propria sede.  

Intanto però i movimenti rilanciano le mobilitazioni già per i prossimi giorni: “Il 14 novembre in Piazza del Campidoglio terremo un’assemblea pubblica per rilanciare una campagna contro le privatizzazioni”.

 


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