Resistenze

Pubblicato il 2 giugno 2014 | da Francesca Fanti

1

Il Municipio VIII è “in transition”

Da circa 10 anni, in numerose realtà locali europee e non, la transizione è iniziata. Una vita senza il petrolio è non solo possibile, ma reale, frutto di una scelta collettiva con cui le amministrazioni pubbliche hanno dovuto confrontarsi, riconoscendo la irresistibile forza del potere dell’immaginario.

Il movimento delle Transition Town, nato in Irlanda nel 2004 dalla riflessione di un gruppo di studenti del Kinsale Further Education College, si propone di sviluppare un modello di vita, e di relazioni, in grado di rivoluzionare l’approccio delle comunità alle grandi questioni ambientali –energia, salute, agricoltura, educazione, mobilità-: il nome stesso del movimento, Transition, rimanda al concetto del cambiamento, un cambiamento strutturale, che parte dal basso, coinvolgendo e sensibilizzando la cittadinanza sul tema dell’esauribilità delle risorse, in primo luogo del petrolio.
Ma il petrolio è solo l’input, la base su cui ragionare per costruire insieme un nuovo immaginario, trasformando radicalmente la percezione di sé e del proprio territorio. In pochi mesi, il movimento è diventato rete, ha raggiunto altre comunità e coinvolto numerose amministrazioni locali -in Inghilterra, Stati Uniti, Giappone, Australia e, con l’esperienza di Monteveglio, anche in Italia-, innescando un processo bottom-up in grado di ri-connettere cittadini ed istituzioni.
Questa è l’idea dell’associazione Think Green Factory, che da anni promuove iniziative di sensibilizzazione e coinvolgimento attivo nelle tematiche ambientali, un terreno sul quale amministrazione e cittadini possono trovare nuovi spazi di dialogo e partecipazione.
E il Municipio VIII viene percepito come il contenitore ideale in cui sperimentare il coinvolgimento diretto della collettività nelle scelte che riguardano l’ambiente: perché il Municipio VIII è, in effetti, già da alcuni anni una realtà in transizione. Molti i processi che sono stati in grado di attivare sinergie tra cittadini, associazioni e istituzioni: gli orti urbani, il progetto MuovitiOttavo, il percorso partecipativo intorno agli Ex Bagni Pubblici di Garbatella, conosciuti oggi come Moby Dick, la Biblioteca che verrà; secondo Francesca Cencetti, dell’associazione Think Green Factory, il nostro territorio è dunque il livello adatto da cui partire per costruire una proposta di delibera, che indichi l’adesione delle amministrazioni al progetto delle Transition Towns. Fondamentale in tal senso è la costituzione di gruppi di studio che individuino i temi  di maggiore impatto, nonché una valutazione sulla reale fattibilità delle proposte emerse nel corso della riflessione. Alcuni incontri preparatori hanno già avuto luogo: giovedì 29 maggio, alla Villetta, la proiezione del documentario In Transition 1.0 è stata seguita da un momento di confronto tra associazioni e realtà attive nel Municipio e le istituzioni locali, con la presenza degli Assessori Paola Angelucci –Scuola, Mobilità e Lavori pubblici- Emiliano Antonetti –Ambiente- Claudio Marotta -Cultura, Politiche giovanili, Partecipazione, Beni comuni- e il consigliere Amedeo Ciaccheri. Insieme si è avviato un ragionamento per la costruzione della delibera da presentare, verso la fine dell’estate, all’amministrazione capitolina: nell’introdurre il documentario, l’Assessore all’Ambiente Antonetti ha proposto “lo sviluppo di un itinerario che affronti i temi propri della transizione, attraverso il dibattito culturale e iniziative pratiche che lo accompagnino e lo rafforzino”, permettendo di raggiungere “la stragrande parte della cittadinanza che ha dentro di sé la cultura della transizione, ma è viziata dalle abitudini della società dello sviluppo e del consumismo”. L’Assessore Angelucci, nel ricordare i molteplici processi attivati sin dall’inizio della consiliatura in sinergia con i cittadini e le associazioni -tra cui i percorsi di mobilità naturale Bicibus e Pedibus del laboratorio Muoviti Ottavo- ha sottolineato l’importanza di procedere attraverso passaggi che, anche se mirati e precisi, consentano di sedimentare una nuova consapevolezza nei confronti delle tematiche ambientali e del rapporto cittadini-istituzioni; da qui, la possibilità che il Municipio si faccia portatore di alcune proposte che possano servire da impulso per l’intera Amministrazione comunale. L’Assessore Marotta ha invece ricordato come la forza del nostro territorio, nel rapporto tra le istituzioni e i cittadini, sia proprio la partecipazione dal basso –bilancio partecipato, proposte di rigenerazione urbana-, un modus operandi che ha consentito negli anni non solo di ricostruire una connessione tra le varie comunità, ma anche di riavviare processi di riflessione e costruzione dell’alternativa, coniugando partecipazione ed efficacia dell’azione pubblica: per questo, come nel caso del protocollo Municipi senza mafie promosso dall’associazione daSud, che ha visto l’adesione di tutti i municipi romani, è possibile pensare ad una delibera di indirizzo, da allargare, potenzialmente, alle altre amministrazioni capitoline. Amedeo Ciaccheri ha poi riconosciuto il valore delle molteplici realtà attive nel territorio, che “consentono di riconnettere il quadro generale con la vita quotidiana”; nei prossimi mesi è possibile immaginare la costruzione di un osservatorio che permetta di individuare ciò che manca, o che ancora deve essere attivato, e che può quindi essere oggetto di sperimentazione.
Tra le associazioni intervenute nel corso del dibattito, Marta De Lorenzo del laboratorio MuovitiOttavo ha sottolineato l’importanza di avviare un ragionamento collettivo come presupposto di un reale cambiamento, con l’obiettivo di smuovere riflessioni e pratiche, anche a livello politico.
Seguiremo i prossimi sviluppi, l’apertura dei tavoli di studio e le iniziative successive, a partire dall’incontro che dovrebbe avere luogo verso la fine di giugno.

Tags: , ,




Back to Top ↑