Giurisprudenza: un successo l’assemblea vietata sulla Tav
Gli organizzatori: “Siamo più che soddisfatti”. Polemiche invece sulla concessione di un’iniziativa al Blocco Studentesco
“È andata alla grande, oltre ogni aspettativa”: è questo il commento di una studentessa del collettivo di facoltà riguardo all’assemblea sulla Tav, tenutasi lunedì scorso nella sede di Giurisprudenza. L’iniziativa, che ha preso luogo nonostante il divieto della dirigenza (http://www.coreonline.it/Articoli.aspx/270/giurisprudenza-posto-veto-su-tav), ha visto una notevole affluenza. Gli organizzatori si dichiarano pienamente soddisfatti: “E’ stata una vera sorpresa. La gente era molta, erano venuti anche dei compagni direttamente dalla valle. Siamo partiti con un collegamento in videoconferenza con due avvocati da Torino; nonostante degli impegni improvvisi che gli hanno impedito di venire qua a Roma, hanno tenuto a partecipare via Skype”. Ci sono stati poi gli interventi dell’urbanista Berdini e del costituzionalista Spena, che hanno offerto il loro contributo professionale alla discussione. A seguire un aperitivo musicale, che ha visto protagonisti i ragazzi della val di Susa: “Hanno fatto un vero concerto, non era mai accaduto in questa facoltà. Non solo abbiamo fatto l’assemblea, non solo è venuta davvero bene: con il concerto ci siamo anche divertiti molto”. Un clima sereno dunque, lontano dai presunti timori che la dirigenza aveva manifestato.
Ma non mancano nuove polemiche, in facoltà. Il giorno dopo l’assemblea sulla Tav si è infatti tenuta un’iniziativa del Blocco Studentesco, pienamente autorizzata e moderata (almeno su carta) da un professore. “Martedì ci siamo trovati l’università piantonata dal Blocco Studentesco proveniente da tutta Roma”, continua la studentessa. “Non era presente nessuno studente. Il clima in facoltà era molto teso: l’interno e soprattutto l’esterno erano letteralmente presidiati e pattugliati da persone appartenenti al Blocco”.
L’iniziativa riguardava Carlo Parlanti, manager italiano che negli USA è stato condannato per stupro, sequestro di persona e violenza domestica. Dopo 9 anni di reclusione Parlanti ha iniziato una vera e propria tournee di riabilitazione: dichiarandosi l’ennesimo caso di malagiustizia ai danni di un italiano, punta il dito sul presunto pregiudizio che i giudici americani hanno avuto nei suoi confronti, pregiudizio che avrebbe nascosto –come in molti altri casi, dice- un vero e proprio intento di protezione nei confronti della ragazza americana. Parlanti lancia poi una vera e propria campagna per gli italiani prigionieri all’estero.
“Il tema dell’assemblea è scandaloso di per sé”, dichiara la studentessa. “Ma ancora più scandaloso è il fatto che quest’incontro gliel’abbiano concesso: il Blocco Studentesco non ha rappresentanza studentesca, in questa facoltà. Privano noi della possibilità di tenere un’iniziativa, e ne concedono senza problemi una ad un movimento politico con un profilo ben delineato, che non ha neanche la legittimità per richiederla”.
I ragazzi del collettivo denunciano poi di aver subito delle pressioni da parte del Blocco. “Ci seguivano, squadravano, ‘spizzavano’. E’ il loro solito modo di agire: siamo certi che non ci sono state violenze solo perché eravamo tanti e ci muovevamo sempre insieme, memori delle aggressioni ai danni di militanti presi mentre erano soli”.

