Resistenze

Pubblicato il 7 giugno 2012 | da Fabio Ferrari

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ATAC, blitz anti-crisi nelle stazioni metro del Municipio

Siliconate le obliteratrici delle stazioni di Marconi, San Paolo e Garbatella

Aumentano i segnali di disagio in città a seguito dell’aumento delle tariffe Atac.

Questa mattina un gruppo di attivisti dei quartieri Garbatella e San Paolo hanno bloccato le obliteratrici delle stazioni della metropolitana B Marconi, San Paolo e Garbatella, versando della colla nelle fessure. A rivendicare l’azione, le Bit – “Brigate d’Inform_azione sui Trasporti”, il cui nome richiama un evidente gioco di parole con l’acronimo del biglietto integrato a tempo utilizzato per i trasporti pubblici romani. Il blocco coatto delle obliteratrici ha costretto per diverso tempo gli addetti delle stazioni ad aprire l’accesso gratuitamente.”Abbiamo deciso di esprimere la nostra contrarietà – fanno sapere gli attivisti sul web -all’ingiustificato aumento dei biglietti dell’Atac.  La pratica dell’azione diretta e il creare un disservizio vogliono ricordare il pietoso stato in cui versa la gestione dell’Atac: attese infinite dei mezzi pubblici, corse sempre più limitate, stazioni fatiscenti. Ma soprattutto una mancanza di visione completa di un piano di mobilità adatto alla nostra metropoli, che invece di promuovere il trasporto pubblico, anche attraverso la costruzione di parcheggi di scambio e l’incremento di mezzi di trasporto collettivi, lascia invariato l’attuale spropositato utilizzo del mezzo privato”.

Non è il primo episodio contro il caro biglietti imposto dall’Atac, municipalizzata controllata dal Comune. Il primo giugno scorso, alcuni attivisti avevano sigillato le obliteratrici della fermata metro Rebibbia, a Roma, attaccando adesivi con su scritto ‘Atac gratis’. Questa volta, l’azione era stata rivendicata con la sigla Acab (Attivi contro l’aumento del biglietto) e in seguito comunicata sul web dagli attivisti stessi. Il 25 maggio la medesima forma di protesta aveva invece preso di mira la fermata Subaugusta. ”Acab ha dato voce alla protesta di migliaia di romani infuriati per l’aumento ingiustificato del prezzo del biglietto”, si leggeva nel comunicato.

L’applicazione del caro biglietti dimostra il ripetersi di una storia già nota, con la cittadinanza che paga per l’inefficienza e la corruzione degli amministratori. Tra spese elefantiache – l’attuale amministrazione ha quintuplicato le spese per il gabinetto del sindaco, passando da 8 a 40 milioni di euro all’anno – e assunzioni clientelari quanto inutili dal punto di vista dell’efficienza amministrativa – oltre 800 le assunzioni ‘a chiamata’ in Atac e altre municipalizzate documentate nella vicenda di Parentopoli – Roma oggi sprofonda nel pantano della crisi.  Trovano sempre più conferma le voci della mancanza di fondi  per il completamento dei lavori delle nuove linee di metropolitana, buchi di bilancio ai quali si vorrebbe sopperire con i proventi della (s)vendita di un ulteriore pacchetto azionario di Acea, unica in attivo tra le controllate del Comune. Di un Piano Mobilità che punti all’incremento del Trasporto Pubblico Locale e a forme di mobilità pulite, invece, aleggiano vaghe proposte.


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