Al Cto parte la raccolta firme contro la chiusura
Già 7.000 le firme raccolte, tutti i cittadini sono invitati a partecipare. Destinataria dell'azione la ASL Roma C e il suo direttore Antonio Paone, che tacciono sul decreto Bondi e sul protocollo di potenziamento con l'INAIL
Al Centro Traumatologico Ossa Andrea Alesini prosegue l’assemblea permanente e proseguono le azioni volte a scongiurare l’imminente chiusura. Prima fra tutte una raccolta firme per sostenere un piano di rilancio dell’ospedale da contrapporre al taglio lineare previsto dal commissario Bondi che prevede la chiusura definitiva dell’ospedale.
‘Nel corso di un’assemblea affollata, partecipata e determinata svoltasi ieri al CTO, sono state consegnate al Municipio Roma XI le prime 7.000 firme di cittadini che si oppongono alla sua chiusura. Altre migliaia si stanno già raccogliendo nei quartieri vicini e nell’ospedale’ dichiara Andrea Catarci, presidente del municipio XI, che da subito ha sostenuto la scelta di lottare dei lavoratori del Cto.
‘Al CTO, con l’apporto dei sindacati e di tutte le categorie, si è prodotta un’idea di rilancio del polo ospedaliero CTO-S. Eugenio con la proposta di riprendere la collaborazione mai avviata con l’INAIL e la reale valorizzazione della vocazione ortopedico-traumatologica. La raccolta firme e il piano di rilancio elaborato da medici, infermieri e lavoratori delle ditte appaltatrici, verranno consegnati al Dirigente Generale della ASL RMC Dott. Paone in una prossima manifestazione’ aggiungono inoltre Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma XI e Antonio Bertolini, Delegato Municipale alla Sanità.
Già nel corso dell’assemblea pubblica dell’11 dicembre si era ribadita la necessità di una presa di posizione chiara da parte della ASL Roma C contro il provvedimento Bondi.
Proprio Catarci, intervendo a quell’assemblea, aveva definito inaccettabile il silenzio da parte della Asl e del suo direttore generale Antonio Paone e ribadito che interrogato più volte sull’argomento Paone ‘non dà una risposta chiara ma si limita a dire che non sono scelte prese da loro. Bisogna invece che dicano chiaramente che non vanno bene i tagli Bondi e che non va bene chiudere il Cto’.
Al centro della polemica con la Asl anche e soprattutto un piano di potenziamento del Cto, messo a punto dall’azienda, teoricamente concluso da ottobre, ed evidentemente sepolto dal decreto Bondi.
Il documento prevedeva una serie di strategie per rimettere in moto la struttura ospedaliera nell’ottica della valorizzazione della vocazione orto-traumatologica e dell’alto profilo di specializzazione. Una di queste strategie consisteva appunto nella collaborazione con l’INAIL che avrebbe dovuto occupare due piani dell’ospedale contribuendo al risanamento. Ed è proprio sulla scia di questo protocollo sparito nel nulla che si è creata la nuova controproposta varata dall’assemblea del Cto.
‘Dentro quel piano di potenziamento’ – spiega Catarci- ‘con tutte le difficoltà e con tutte le perdite, c’era però ancora un futuro per il Cto, e non capiamo perchè quel protocollo, che per l’INAIL è concluso da ottobre, non è diventato realtà. Se per capire questo dobbiamo uscire da qua, vorrà dire che andremo a via Primo Carnera, sede dell’ASL, a chiedere risposte di persona’.

