Percorsi orti del tetto

Pubblicato il 21 aprile 2016 | da Saba Camilletti

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Orti del Tetto: agricoltura naturale, casa, formazione e lavoro

Un progetto di agricoltura sostenibile per il territorio diventa un progetto di avviamento al lavoro per i ragazzi della casa famiglia Il Tetto Casal Fattoria Onlus. Orti del Tetto è storia piccola, con risultati grandi.

Il ritorno all’agricoltura è senza dubbio uno dei temi mainstream del decennio. Se ne parla ovunque, dagli Orti Urbani cittadini ai giovani che tornano a fare gli agricoltori. Dai Gruppi di Acquisto Solidali (GAS), per mangiare più sano senza intermediari, alle nuove ingenti risorse economiche per l’agricoltura emanate dalle Regioni attraverso l’Europa (PSR, Programmi di Sviluppo Rurali).
Non potrebbe che essere così visto che uno dei grandi cambiamenti dell’epoca che viviamo è stato il sorpasso dell’urbanesimo sulla campagna. Dal 2007 più della metà della popolazione del Pianeta vive nei centri urbani.

Dunque una percentuale, sebbene minima, di persone che inverte la tendenza, fa tendenza. Come tutti i temi mainstream che si rispettino, non mancano poi le contrapposizioni ideologiche – monocoltura intensiva o agricoltura biologica? Ritorno alla terra o pareti verticali con vasche idroponiche? – e le polemiche, prima fra tutti quella sui prodotti agricoli biologici dei grandi marchi, spesso accusati di essere divenuti terreno di nuovi business e di avere ben poco di bio e di logico.
E il dibattito è sempre caldo quando si entra nelle scelte di vita personali, che hanno a che fare con il quotidiano, il gusto personale, il giusto compromesso e i bisogni di mente, corpo, spirito e portafoglio. Cosa è importante per me? Cosa posso permettermi? Ha senso fare attenzione a ciò che mangio se l’aria che respiro è inquinata? Sarà davvero prodotto in Italia? Che ci sarà dietro? Tutte domande lecite, che ciascuno di noi si è fatto almeno una volta, tra i banchi del supermercato. Consci di queste premesse “due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, farlo durare e dargli spazio”. 

Orti del tetto
La storia degli Orti del Tetto inizia appena fuori dal quel supermercato. È una storia piccina, ma sa rispondere ad alcune di quelle domande. Parla del ritorno all’agricoltura. Un’agricoltura naturale, senza pesticidi, farmaci, concimi chimici. E ne parla in una forma che non contempla nessuna cosa grande; quindi c’è poco spazio anche per le contrapposizioni e le polemiche. C’è un terreno di soli tre ettari, un unico furgone per le consegne. Un piccolo magazzino per gli attrezzi. Solo verdure di stagione, quindi “per tutto l’inverno, sì, ti ritrovi il cavolo o la verza nella cassetta mista, perché quello produce la terra”.  Per adesso lo coltivano in cinque. Claudia, Sirio e Raffaele, che insegnano quello sanno, e imparano giorno dopo giorno, e A. e M., due ragazzi appena usciti dalla casa famiglia Tetto Casal Fattoria Onlus.

È questo il numero più importante, racconta Sirio: «i primi due contratti di lavoro che siamo riusciti a fare». Ma sperano di poterne concludere altri ovviamente e di aggiungere agli ortaggi un frutteto.
Il progetto è semplice: si lavora la terra, si producono verdure di qualità superiore senza pesticidi e si distribuiscono a giorni alterni nei punti di consegna. Chi vuole mangiare sano e sostenere il progetto non deve far altro che abbonarsi. Il minimo è un mese, per quattro consegne a settimana.
Prossimamente sarà attivato un corso di formazione per imparare il mestiere dell’agricoltore. Anche questo corso, come i contratti di lavoro, sarà dedicato ai ragazzi della casa famiglia. È questa la parte del progetto più importante, e virtuosa. La formazione e l’avviamento al lavoro, un lavoro sostenibile e socialmente utile, progettato dall’interno ed economicamente sostenuto dalla casa famiglia stessa. Orti del Tetto nasce infatti nell’ambito di “Camminare insieme verso l’autonomia”, un percorso specifico con cui Il Tetto Casal Fattoria Onlus, che opera dal 1984 nel settore del disagio minorile e giovanile, continua ad occuparsi dei propri ragazzi anche dopo la maggiore età.  
Negli anni l’associazione ha maturato la consapevolezza che sia necessario proporre un supporto educativo, affettivo, sociale ed economico anche, e forse soprattutto, quando i ragazzi ormai uscenti dalla struttura, privi di una famiglia alle spalle, si affacciano all’età adulta e al mondo del lavoro. Con lo stesso obiettivo, oltre ad Orti del Tetto sono nati molti altri progetti, tra cui S-Compost che gli abitanti del Municipio VIII già conoscono dopo le iniziative al Parco Pullino.

La storia di Orti del Tetto è già finita.  Ma vi lasciamo con la domanda (e la risposta) più importante: cosa mangio oggi?

 

 

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Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



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