Nell’VIII Municipio parte la campagna “Rastrelliamoci”
Al via la campagna che porterà alla autocostruzione, partendo dal riuso e dal riciclo, di rastrelliere e stalli per bici
Domenica 31 maggio, durante la festa della Ciclofficina LaStrada a Garbatella, erano tante le persone sedute in circolo in rappresentanza delle più diverse realtà sociali che lavorano nel territorio. Dopo il pranzo di autofinanziamento per il progetto di ciclofficina nella Casa Madiba e una volta partita la “Ciemmina” organizzata dalla Scuola Popolare “Piero Bruno” per i lotti di Garbatella e Tormarancia, l’occasione per sedersi e parlare è stata il lancio di “Rastrelliamoci”, un’iniziativa territoriale innovativa che vede nella sinergia la rimozione di alcuni degli ostacoli alla promozione della ciclabilità nel quadrante. Solo alcuni, è chiaro, perché che questa città continui ad essere “mezzo-privato-centrica” non è questione da potersi risolvere in un quartiere e nemmeno nel territorio di un singolo municipio.
Tuttavia, come sempre fanno i “ciclomobilisti”, autorganizzarsi anche nel piccolo aiuta quantomeno a non incorrere nelle assurdità di leggi che permettono che una città sia stretta nella morsa del traffico per 12 ore al giorno, ma impediscono che si usino pali e quant’altro attorno alle stazioni per legare la propria bicicletta prima di prendere metropolitana, treno o autobus. Questo è quanto successo, da ultimo, a Termini dove, il 16 aprile scorso, sono state rimosse le biciclette legate lungo la recinzione, ma lo stesso succede anche in altre città d’Italia.
La normativa di riferimento è il Codice della Strada che, a quanto pare, non ha riguardo nella tutela degli interessi dei ciclisti “multimodali”, quelli che nei tragitti quotidiani alternano l’uso della bici con i mezzi pubblici. Ma non è il solo. Infatti Termini, che rappresenta un punto nevralgico della città di Roma con la Stazione ferroviaria, il capolinea di numerosissime linee di autobus, due capolinea di tram, il capolinea della Termini-Giardinetti e, ultime ma non ultime, gli snodi delle metro A,B,B1, non è dotata di un parcheggio per le biciclette degno di questo nome che permetta alla popolazione dei ciclisti di veder soddisfatte le proprie esigenze.
Eventi macroscopici come questi non esauriscono di certo la problematica degli stalli per bici, ma certamente aiutano a far emergere il problema e a ricercare soluzioni “autoprodotte”. Pensare ad una riorganizzazione dello spazio urbano rispettosa dei ciclisti, in realtà, è un’attività che nel territorio dell’VIII municipio ha coinvolto – a più riprese e per le diverse necessità – moltissime realtà sociali. E proprio da questo sentire comune è nata l’idea dell’iniziativa territoriale “Rastrelliamoci”. Scopriamo di cosa si tratta.
Rastrelliamoci è una campagna che porterà alla autocostruzione, partendo dal riuso e dal riciclo, di rastrelliere e stalli per bici che saranno installate dagli attivisti nelle realtà territoriali tenendo conto delle diverse esigenze. La struttura assembleare ha proprio questa funzione, permettere l’incontro sinergico tra chi, come Equalogical Lab e Laboratorio Casetta Verde metterà a servizio di tutti le proprie competenze nell’autocostruzione e chi, come il c.s.o.a. La Strada, il Tetris e il Campo Socrates di Roma 70, passando per Le Casette di Garbatella e gli Orti Urbani ha esigenza di offrire a chi attraversa questi spazi la possibilità di lasciare la propria bici con comodità e in una postazione consona.
Tante le idee in circolo, la discussione è proficua e le persone alla fine escono entusiaste. L’assemblea continuerà a riunirsi. Obiettivi nell’immediato saranno stabilire con esattezza le esigenze degli spazi sociali sul territorio e le forme che andranno ad assumere i nuovi stalli e rastrelliere; si va dai pallet riutilizzati a vere e proprie strutture in ferro, fino alle idee più suggestive da realizzarsi tramite la saldatura di telai ormai inutilizzabili di vecchie bici. Perché il ciclo attivismo è anche riuso e riciclo.

