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Pubblicato il 15 maggio 2014 | da Silvia Talini

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Incontro sul TTIP a Bruxelles: lobbies economiche e repressione

Idranti e fermi contro i manifestanti ai blocchi dell’European Business Summit che aprono le Giornate europee d’azione promosse dalla coalizione Blockupy

E’ iniziata di buon mattino la contestazione allo European Business Summit a Bruxelles. L’incontro, oggi al via, ha visto l’opposizione organizzata della Coalizione Belga D 19-20 e Altersummit, con la partecipazioni di reti, associazioni e sindacati europei, scesi in piazza per manifestare contro il TTIP, il trattato trasatlantico per il commercio e gli investimenti tra Stati Uniti e Unione Europea.

I manifestanti, concentrati in una delle centrali piazze della capitale belga, hanno iniziato a bloccare pacificamente le strade che portano al summit. Deciso l’intervento della polizia che, a seguito della resistenza agli idranti da parte degli attivisti, ha iniziato ad operare fermi e arresti. Tra i fermati, subito rilasciati, diversi esponenti della coalizione italiana dei centri sociali, presenti a Bruxelles con la sigla Blockupy e Luca Casarini, candidato alle elezioni europee per L’Altra Europa con Tsipras.

Il TTIP è un partenariato internazionale – simile a quello siglato tra USA e Canada nel 2008 – fondato sulle logiche del libero scambio e che permetterebbe alle grandi multinazionali di piegare il mercato comune alle regole del liberismo economico. Il sistema proposto dal trattato si fonda su un vero e proprio ricatto finanziario: non solo qualsiasi accordo con Stati Uniti e UE dovrebbe sottostare alle norme stilate nel partenariato internazionale ma le grandi imprese potrebbero agire in giudizio contro l’adozione di qualsiasi politica economica con effetti distorsivi sulla vitalità commerciale delle due superpotenze.

Competenti a sindacare sui conflitti tra Stati e investitori, corti speciali composte da avvocati d’affari rispondenti alla Banca Mondiale e all’Organizzazione delle Nazioni Unite. Si tratta di un passo definitivo per l’economia mondiale: una volta concluso, infatti, l’accordo potrebbe subire modifiche solo con il consenso unanime dei firmatari; consenso difficilmente ipotizzabile a fronte dei privilegi economici e finanziari da esso derivanti.

Per contrastare l’egemonia delle grandi potenze i movimenti si sono dati appuntamento nella giornata di oggi a Bruxelles. Ma stamattina l’Europa era determinata a far sì che nulla andasse storto: quasi 250 attivisti sono stati fermati e arrestati dalla polizia belga mentre manifestavano pacificamente davanti al Palais d’Egmont e l’uso di idranti, lacci e manette ha mostrato un’Europa fondata sulla difesa degli interessi delle lobbies economiche. Il messaggio che emerge dai fatti di questa mattina è chiaro: far tacere le realtà politiche e sociali che vogliono un’Europa lontana dalle logiche di profitto, fondata su principi di uguaglianza sociale e su un sistema di welfare europeo.


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