Rom all’ex Fiera di Roma in sciopero della fame: chiedono il trasferimento immediato da quello stanzone invivibile
Il campo di Castel Romano a cui sono destinati non è pronto, quello di Tor de Cenci sgomberato, e intanto continuano a sopravvivere nel 'padiglione accoglienza' in condizioni al limite dell'umano
La situazione all’interno del padiglione della ex Fiera di Roma peggiora ora dopo ora. Giornalisti, assessori, addetti ai lavori, chiunque si rechi in loco per un sopralluogo o per lavoro, per portare solidarietà o indifferenza, fa un giro veloce, e cerca di uscire in fretta.
Non si respira, la grande sala prefabbricata è una serra, e le 170 persone che vi sono state deportare la scorsa settimana, dopo lo sgombero del campo Rom di Tor de Cenci, vi si arrangiano con brandine e materassini a terra.
Si mangia per terra anche, non ci sono sedie nè tavoli. Quando arriva l’associazione incaricata del cibo, i bimbi si dispongono in cerchio su una specie di lenzuolo, e si spartiscono il pranzo nelle scatole di plastica.
Fuori ci sono una decina di bagni chimici e le docce in un container.
Due persone sono state ricoverate l’altro ieri, una ragazza con un attacco di panico ed un anziano per un malore.
Tutti gli adulti maschi, una cinquantina di persone, sono in sciopero della fame da quattro giorni. Chiedono il trasferimento immediato in un luogo idoneo all’accoglienza di 170 persone di cui più della metà minori.
Il sindaco che li ha visitati mercoledì (qui il video), ha promesso lo spostamento al nuovo campo di Castel Romano a partire da lunedì, pochi gruppi alla volta. Ferid, portavoce della comunità, non si spiega perchè “quando ci hanno sgomberato ci hanno portato via tutti insieme, per andare al nuovo campo si andrà in pochi per volta”.
In ogni caso sembra l’ultima della preoccupazioni, visto che al famigerato nuovo campo manca il pavimento, l’allaccio dell’acqua e ogni tipo di attrezzatura o servizio. Le immagini arrivano dal telefonino di un ragazzo, che è appena tornato da un sopralluogo per verificare la fattibilità dello spostamento promesso.
Fattibilità che non sembra plausibile, anche a giudicare dalle immagini.
“Alemanno ha dato la sua parola’ sottolinea Paolo Ferrini, responsabile della scolarizzazione per Arci Solidarietà, ‘che venerdì mattina ci accompagnerà di persona a fare un sopralluogo a Castel Romano. Se questo non dovesse avvenire, o se verrà dimostrato che il campo non è pronto, bisogna assolutamente trovare una soluzione alternativa, perchè qui, in queste condizioni disumane non si può rimanere”.
Intanto prosegue lo sciopero della fame, e si attende.

