Dispacci

Pubblicato il 22 aprile 2015 | da Ludovica Vincenti

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Intervista a Sara Bonessio per il progetto SaLe Green Box

Gli obiettivi di questa idea innovativa sono riciclare guadagnando e sensibilizzare i cittadini a questa nuova pratica, per il bene comune

A Roma, nel Municipio VIII, è partito dal 20 febbraio il progetto SaLe Green Box, grazie a due ragazzi, Sara e Daniele Bonessio, presso l’impianto sportivo della Polisportiva Città Futura in via dell’Arcadia, Montagnola. Gli obiettivi di questo progetto sono quelli di riciclare guadagnando e di sensibilizzare i cittadini alla pratica del riciclo, regalando in cambio sconti e offerte. Per approfondire questo progetto, durante l’intervista, Sara Bonessio ha spiegato nello specifico di cosa si tratta.

Come e quando è nato il progetto Sale Green Box?
«Il progetto SaLe Green Box nasce dall’idea mia e di mio fratello di investire in un’attività che avesse anche un’utilità sociale. Pensiamo che l’ambiente possa e debba essere il campo principale su cui porre le fondamenta del “lavoro del futuro”. Inoltre, vista la crisi ambientale che il Pianeta sta vivendo, c’è bisogno che si superi definitivamente il contrasto lavoro-ambiente. Crediamo che in futuro ci debbano essere sempre più “lavori ecosostenibili” e in generale la tutela ambientale debba essere alla base di qualsiasi iniziativa imprenditoriale. Partendo da questo concetto è nato il progetto Sale Green Box, che nel suo piccolo, incentivando una raccolta differenziata di qualità, con il sistema dei vuoti a rendere, crea lavoro aiutando l’ambiente e premiando i cittadini».

Perché avete scelto questa sigla?
«La sigla SaLe nasce dall’accostamento delle sillabe iniziali dei nostri nomi, mio e di mio fratello, Sa sta per Sara, Le sta per Lele. Insieme queste due sillabe formano la parola “sale”, simbolo da sempre di arguzia e intelligenza. Riteniamo che la nostra attività possa definirsi, senza falsa modestia, intelligente, per questo il nome ci sembrava appropriato. La parola Green non ha bisogno di tante spiegazioni, il verde è da sempre il colore rappresentativo dell’ambiente e di chi ama rispettarlo. Box non è altro che il sostantivo che sta ad indicare l’ecocompattatore stesso, una sorta di “box” per l’appunto».

Attraverso questo progetto è possibile tutelare l’ambiente?
«Crediamo di si e nel nostro piccolo stiamo dando una mano all’ambiente, incrementando una raccolta differenziata specifica, incentivata dal sistema premiante della macchina. Il riciclo della plastica, attraverso la creazione di nuovi oggetti d’uso comune, evita l’utilizzo di risorse naturali come il petrolio la cui estrazione e lavorazione rappresenta un processo ad alto impatto ambientale: CO2, polveri sottili, gas serra».

Di cosa si occupa il progetto?
«Il progetto si occupa di riciclo di bottiglie di plastica in Pet attraverso l’utilizzo di un ecocompattatore con sistema premiante. A ogni bottiglia gettata nella macchina il cittadino ha la possibilità di premere un pulsante e ricevere in cambio uno scontrino con un ecopunto. Con gli ecopunti si ha diritto a un’offerta o una promozione utilizzabile presso i negozi e le attività di zona che hanno aderito all’iniziativa facendo una convenzione con SaLe Green Box. Per ora le offerte sono tutte collegate a una raccolta di 5 ecopunti, quindi invitiamo sempre i cittadini a premere il pulsante ogni 5 bottiglie gettate, in modo da risparmiare anche sulla carta. Le attività convenzionate espongono il loro nome con il logo e la promozione che offrono attraverso adesivi esposti sul fronte anteriore della macchina, inoltre sono disponibili in loco dei fogli con l’elenco completo delle attività ed è online una pagina facebook aggiornata costantemente».

Sono tanti i cittadini che hanno aderito alla raccolta delle bottiglie di plastica?
«I cittadini che hanno aderito all’iniziativa sono tantissimi, a volte si crea addirittura la fila davanti l’ecocompattatore per gettare le bottiglie. Spesso, soprattutto durante il fine settimana, dobbiamo svuotare la macchina anche due volte al giorno. Per quanto riguarda le attività che decidono di convenzionarsi il discorso è un pochino diverso, la risposta c’è, ma potrebbe essere maggiore. Per ora siamo a un totale di 14 attività convenzionate, che non sono poche, ma che speriamo aumentino, perché confidiamo che venga compreso da una parte il vantaggio che si ottiene in termini di pubblicità e di fidelizzazione di una clientela di zona, dall’altra, che si comprenda che aderendo al nostro progetto si entra a far parte con la propria attività di una rete di negozi virtuosi, i quali premiano i cittadini per il loro gesto rispettoso dell’ambiente».

In quante zone di Roma o d’Italia sono stati messi questi ecocompattatori?

«L’installazione degli ecocompattatori incentivanti per il recupero della plastica sta rapidamente incrementandosi in tutto il paese. Nei medi e piccoli centri quasi sempre l’installazione è curata direttamente dall’Ente Locale che vuole sia sensibilizzare i cittadini che incrementare la percentuale di raccolta differenziata. Nelle grandi aree metropolitane spesso all’inerzia delle Aziende Municipalizzate per i servizi ambientali si affianca l’iniziativa di associazioni o società di servizi. È proprio questo il caso dell’ecocompattatore SaLe Green Box, che opera in sinergia con l’AMA per la raccolta ed il riciclo di plastica (PET) di alta qualità».

Qual’è l’iter per poter acquistare e inserire nel territorio gli ecocompattatori?
«La procedura per poter installare e rendere operativo un ecocompattatore è abbastanza semplice. Se la macchina viene installata su pertinenze private non c’è bisogno di chiedere alcuna autorizzazione all’Amministrazione. Se invece si individua un posizionamento in area pubblica c’è bisogno di un nulla osta autorizzativo a cura del Municipio di competenza. Come SaLe Green Box siamo in grado di seguire, per chi fosse interessato, sia la fornitura della macchina che l’installazione e l’avvio operativo. La fase di start-up può prevedere anche l’organizzazione di un’iniziativa d’inaugurazione e l’assistenza alla stipula di contratti con gli operatori commerciali che vogliono promuovere la loro attività attraverso la convenzione con l’ecocompattatore».

Oltre alla raccolta delle bottiglie di plastica, vengono dati in cambio degli sconti da utilizzare nei negozi della zona, quest’idea ha funzionato?
«Il sistema sta decisamente funzionando. Come ho già detto, le persone che vengono a gettare le proprie bottiglie vuote nell’ecocompattatore sono tante, e tutte raccolgono i loro scontrini-ecopunti. Abbiamo il riscontro da parte di alcuni negozianti che l’iniziativa sta funzionando, ma riteniamo comunque che l’utilizzo che i cittadini fanno delle promozioni, sia verificabile nel tempo. E’ normale che l’offerta fatta dal bar sia utilizzata più di frequente (colazione si fa ogni giorno) rispetto a quella del gommista per esempio, che è un’offerta che si sfrutta quando c’è la necessità».

Quali sono i problemi maggiori che avete riscontrato?
«All’inizio una certa diffidenza da parte delle istituzioni Comune ed AMA, poi superata quando si è compreso lo spirito dell’iniziativa ed il contributo che l’ecocompattatore poteva dare all’incremento della raccolta differenziata in una realtà complessa come l’area metropolitana romana. Ora, visto il consolidato rapporto con i cittadini, è necessario che sempre un maggior numero di titolari di esercizi commerciali decidano di sostenere la buona pratica della raccolta differenziata stipulando la specifica convenzione con SaLe Green Box per la quale è richiesto un modesto contributo mensile con contratto annuale. A questo scopo chiediamo a tutti i lettori di CORE di volerci aiutare segnalandoci gli esercizi commerciali dei quartieri Colombo-Montagnola-Ardeatina che potrebbero essere interessati a sostenere il circuito virtuoso tra sostenibilità ambientale ed incremento dell’economia locale. Chi è interessato può mandare un e-mail a sarabonessio@yahoo.it».

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