Contro ogni frontiera, continua la solidarietà con il Centro d’accoglienza a Tiburtina
Il campo è sorto nei pressi di un cantiere, un fazzoletto di terra pieno di polvere, ed è costituito principalmente dai tendoni della Croce Rossa, del Ministero dello Sviluppo economico ed altre organizzazioni. Alcune di essi sono adibiti a dormitorio, gli altri servono da cambusa, magazzino, centro di smistaggio del materiale e mensa.
Tirato su inizialmente in fretta, il centro d’accoglienza sta iniziando a contare sul sotegno di altre associazioni quali Save the children, già presente fra le tende in pianta stabile, e si prevede di riuscire a breve ad aggiungere posti letto e nuove strutture. E’ impossibile infatti prevedere ogni giorno quanti ragazzi nuovi arriveranno e quanti la mattina riprenderanno il viaggio e dopo pochi giorni dall’apertura del campo si è sparsa la voce tra loro che questo è un posto sicuro dove appoggiarsi per riprendere fiato e dormire prima di iniziare nuovamente un cammino, cominciato in media tre anni fa, che chissà dove e quando finirà.
La notte tra mercoledì e giovedì hanno dormito nel campo 155 persone prevalentemente di nazionalità etiope, di cui al momento solo due sono donne e altrettanti i bambini piccoli. Per la restante parte si tratta di minori non accompagnati, ragazzi a malapena adolescenti che ” Per fortuna una delle prime donazioni che ci sono state fatte sono state palloni da calcio!” come racconta una delle operatrici. La politica interna lì è piuttosto semplice e chiara: nessun “civile” ha accesso all’interno, per questioni di sicurezza in primo luogo dei ragazzi; nessuno viene schedato e tutti vengono accolti; i ragazzi sono liberi di entrare ed uscire dal centro in qualsiasi momento. Oltre ad andare in stazione a cercare di intercettare altri migranti in arrivo infatti i ragazzi vanno spesso al Centro Baobab di Via Cupa dove invece il numero dei ragazzi ospitati è maggiore di quello del Campo della Croce Rossa.
Quanti vengono quotidianamente accolti non hanno scelto Roma tra tutte le città dl Mediterraneo ma ci sono capitati per contingenza e la meta finale di tutti è il Nord Europa, obiettivo sempre più difficile da realizzare in un momento in cui gli Stati dovrebbero accogliere e ergono mura, dovrebbero prendere decisioni comuni invece si scagliano gli uni contro gli altri per occultare le proprie responsabilità, Consapevoli quindi che una risposta politica dignitosa continuerà a mancare ancora per lungo tempo spetta al coordinamento di asociazioni e realtà sociali agire insieme per garantire che sia umana la permanenza dei migranti nella nostra città.
Di seguito l’ultimo aggiornamento della lista sulla base della quale verrà proseguita la raccolta:
– intimo uomo taglia M
– cinte
– pantaloncini taglia ragazzo
– calzini,scarpe chiuse 38 – 40
– zainetti e borse
– presidi sanitari (guanti,amuchina,cerotti, bende, garze etc)

