Dispacci

Pubblicato il 27 ottobre 2011 | da Andrea Selce

0

Alluvione: l’odissea acquatica di Roma Tre

Laboratori di nuovo allagati, carabinieri e vigili del fuoco sul posto

Dipartimento di Fisica di Roma Tre, una settimana dopo. La storia si ripete, solo che questa volta l’alluvione preannunciata non c’è stata.

Anche in quest’occasione però la scarsa pioggia di martedì notte è stata sufficiente ad allagare nuovamente i laboratori, non trovando nessun ostacolo sul suo cammino.

Ma ricostruiamo la settimana trascorsa dall’alluvione: giovedì scorso, dopo il crollo del controsoffitto del laboratorio di geofisica e di quello d’ingegneria elettronica, il dipartimento è stato evacuato e la didattica sospesa per due giorni. “Sono normali conseguenza di ristrutturazioni mai effettuate negli anni – ha affermato il direttore della didattica professor Mario De Vincenzi – sistematicamente quando piove si allaga. Come ogni volta abbiamo fatto quello che potevamo, cioè contattare l’Ufficio Tecnico di Roma Tre per risolvere il problema”. E l’Ufficio Tecnico effettivamente si è mosso prontamente eseguendo il giorno stesso un sopraluogo sul posto. La particolarità è stata che, con sedici pannelli crollati dal controsoffitto e l’acqua un po’ ovunque, i laboratori sono stati dichiarati agibili. Il giorno successivo (venerdì) infatti, nonostante la didattica sospesa, i laboratori erano regolarmente aperti.

“Fortunatamente l’acqua è penetrata dal lato sinistro del laboratorio – ha dichiarato la professoressa Pettinelli, responsabile del laboratorio di geofisica – e ha danneggiato solo due computer; in caso contrario sarebbe stato un disastro”. Meno fortunato il confinante laboratorio d’ingegneria elettronica: qui infatti l’acqua è finita direttamente sulla strumentazione. “Non avevamo ancora finito di asciugare la strumentazione e fare la conta dei danni- ha dichiarato il professor Schirripa, responsabile del laboratorio,- e siamo da capo a dodici; la situazione è paradossale”. Paradossale perché nessuno ha eseguito le riparazioni necessarie nell’arco di una settimana, i pannelli del controsoffitto sono tuttora mancanti e non è stato neanche individuato il punto da cui l’acqua si è infiltrata. “In sette giorni non è stato fatto praticamente nulla”.

Questa volta però, visto il risultato precedente, non ci si è limitati alla semplice telefonata all’Ufficio Tecnico. Qualcuno, forse temendo per la propria incolumità, o semplicemente stanco dell’indifferenza perpetuata per anni, si è mosso. Sono stati chiamati i vigili del fuoco che, accompagnati dai carabinieri, sono arrivati sul posto intorno alle dieci di stamani. Da qui la notizia è arrivata a diverse testate giornalistiche nazionali che, nonostante diverse imprecisioni e il ritardo di una settimana sulla notizia, hanno fatto si che il problema fosse finalmente preso sul serio dall’ateneo. Nel pomeriggio i rumori provenienti dal tetto lasciavano sperare che si stesse improntando una soluzione di emergenza quantomeno per arginare il problema.

Resta il fatto che sia necessario l’intervento dei vigili del fuoco per stimolare una mobilitazione dell’ateneo.  E che viste le previsioni metereologiche per oggi, paragonabili a quelle di giovedì scorso, si è probabilmente evitato un vero e proprio disastro.


Autore



Back to Top ↑