Uomini che ci provano, sbarca al Palladium il teatro dell’oppresso
Uno spettacolo sulla questione maschile, durante il quale il pubblico avrà l'opportunità di sostituirsi agli attori e di mettere in scena le proprie idee
Al Teatro Palladium, Uomini che ci provano, il 22 Marzo alle 20:30, è uno spettacolo di Teatro-Forum che racconta le difficoltà di Filippo, un uomo in lotta contro la mascolinità caricaturale suggerita dalla società patriarcale.
Non accettando stereotipi, Filippo cerca di instaurare nuove forme di relazione, ma il gregge-società non gli renderà la vita facile. Il rischio che da solo non ce la faccia è grande, ma il pubblico può diventare “spett-attore”, sostituendosi a Filippo o agli attori per interpretare nuove soluzioni del conflitto.
Lo spettacolo si svolgerà secondo le regole del Teatro-Forum, metodo del Teatro dell’Oppresso in cui, durante la rappresentazione teatrale di una situazione oppressiva, viene data l’opportunità al pubblico di sostituirsi agli attori e di mettere in scena le proprie idee per risolvere ingiustizie, repressioni, pregiudizi o incomprensioni.
I conflitti personali o sociali vengono così comunicati, discussi e attuati sul palco raggiungendo una sorta di liberazione collettiva. Attraverso la rappresentazione teatrale di soggetti-oppressi e il brainstorming in sala, infatti, si intraprende un percorso di “coscientizzazione” in un contesto libero da norme culturali, che permette il primo passo necessario verso un cambiamento sociale collettivo.
Il Teatro-Forum suggerisce che le soluzioni siano nel dialogo, nella parola come strumento critico (ἔλεγχος, “confutazione”, Socrate) e nella rievocazione collettiva della lotta all’oppressione.
Ma oppressione da chi e da cosa? Boal, regista brasiliano, ideò il Teatro dell’Oppresso per dar voce ai contadini e agli operai in lotta contro le dittature militari brasiliane degli anni ’60.
L’Europa non sembrava averne bisogno, eppure Boal dichiarò: “Ma dove sono i poliziotti? Dove sono gli oppressori?[..] Anche qui in Europa ci sono oppressioni, ma sono più nascoste, più sottili; anche qui la gente sta male, al punto che si toglie la vita per questo; dobbiamo scoprire gli oppressori; essi sono nella testa sotto forma di inibizioni, divieti, paure, etc.”. Anche a queste oppressioni bisogna dar parola e azione.
Lo spettacolo sarà condotto da Parteciparte e facilitato da Olivier Malcor. La compagnia lavora da anni sulla questione maschile in vari paesi del mondo e usa il teatro per de-costruire ruoli sociali e permettere a tutte/i di costruirne dei nuovi più liberi e più vicini alle proprie rappresentazioni del sé. Se non avete mai partecipato al Teatro-Forum, questo è il momento giusto per farlo.

