Cultura

Pubblicato il 29 novembre 2012 | da Redazione

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Yoga, la pratica che ci ri-unisce

Intervista a Mauro Vitale, maestro di Kriya Yoga a Garbatella

Ormai è conosciuta come la piazzetta del bar dei Cesaroni, ma a guardar bene c’è molto di più in Piazza Giovanni da Triora, nel cuore della garbatella.

Per esempio si tratta di uno dei più bei paesaggi della città giardino, con un movimento dei fronti tutto suo, la scalinata, i cortili, il passaggio sotto l’arco, gli anfratti, le discese e i ballatoi rialzati.

E poi, nel mezzo di questo splendido scorcio da paesello, al numero 7, si scendono i pochi gradini che accompagnano nella piccola sala della scuola di danza ‘Le Petit Paris‘.

Antonella Spalvieri, insegnante e coreografa, vi tiene i corsi di danza, dalla classica alla moderna per i più piccoli e dalla gym music al latino americano per i più grandi. E, come informa il pannello all’ingresso, vi ha sede anche il corso di Kriya Yoga tenuto da Mauro Vitale. Per tutti i corsi è possibile seguire una lezione gratuita di prova, e quindi, per piacere e per dovere nei confronti dei lettori, non ci siamo fatti sfuggire questa occasione.

 

La sala è calda, ben illuminata, con parete a specchio e parquet; lo spogliatoio comodo e funzionale. L’ambiente e l’atmosfera contribuiscono alla sensazione di gradevolezza dell’esperienza, e per questo non ci esoneriamo dal riportarlo. La lezione di Mauro è come ce l’aspettavamo, da non proprio profani e sicuramente non esperti: rilassamento-svuotamento dei pensieri, movimento-azione, respirazione-concentrazione.

Il martedì e giovedì dalle 20.15 alle 21.45,  si ha l’occasione di passare un’ora e mezza immersi in un profondo relax in armonia con il corpo e la mente. Il rapporto qualità prezzo -quota associativa di 50 euro annuali più 50 euro al mese, 25 per chi volesse frequentare solo una delle due lezioni a settimana- è uno dei migliori tra le tante offerte per discipline simili nel Municipio XI . Chissà perchè, ci sono solo donne per ora.

 

Ci siamo lasciati incuriosire, ed abbiamo chiesto a Mauro una piccola intervista, per farci raccontare perchè mai è utile fare dello Yoga, al di là del fatto che va sicuramente molto di moda, e perchè no, per saperne di più di questo uomo apparentemente senza legamenti che arriva a lezione in bicicletta, è appena tornato dalla Tanzania e nella vita fa anche il pittore, i massaggi ai piedi ed il papà.

 CORE: Come sei diventato un maestro di Yoga?

MAURO: Il mio percorso inizia per curiosità, nasce da un viaggio in India che feci per andare a vedere il matrimonio di un amico. Avevo mollato la facoltà di architettura perchè impazzito per la pittura, e così lavoravo nei ristoranti per pagarmi la vita e fare il pittore. Il mio amico era indiano, io volevo fare un viaggio, lui mi disse ‘Mauro, devi venire al mio matrimonio!’.

Con l’occasione un altro amico mi disse ‘se vai in India devi assolutamente fare un corso di Yoga, ma vai a Benares -Varanasi-, lì trovi il meglio del meglio’. Io non sapevo neanche cosa fosse lo Yoga. Ma alla fine del viaggio ci andai.

Trovai prima un maestro, che però a istinto non mi sembrava un granchè, poi sentii parlare di un altro maestro, Guruji Prakesh Shankar -discendente diretto della dinastia di Babaji, che è l’ideatore, qualche migliaio di anni fa, del Kriya Yoga-, che si diceva fosse un fenomeno.

Andai ad una lezione con lui, ed uscii che stavo letteralmente volando. E quindi ci sono andato tutti i giorni, mattina e pomeriggio, mattina e pomeriggio, per un bel pò di tempo.

Quand’è arrivato il momento di ripartire ho chiesto al Guruji il permesso di condividere i suoi insegnamenti, permesso che lui mi ha accordato. E da lì ho iniziato a condividere, prima con gli amici e poi negli anni è diventato un lavoro.

Oltre al Le Petit Paris insegno lo Yoga in un centro di fisioterapia con persone anziane, molti con problemi di salute seri, per esempio ipovedenti.

Con loro soprattutto ho delle soddisfazioni incredibili, perchè con il lavoro di meditazione e visualizzazione scoprono di avere una seconda vista che può andare al di là della vista normale e quindi ritrovano la fiducia in se stessi e ovviamente migliora tutta la loro salute.

 

C: Che cos’è lo Yoga?

M: Lo Yoga letteralmente significa ‘unione’, ‘unire’. La radice ‘ius’ viene dal giogo, quello delle mucche. Con il giogo due mucche diventano un solo corpo che traccia il solco per rendere fertile la terra.

Con lo Yoga i due emisferi del cervello decidono di lavorare insieme, si uniscono, e le due qualità si fondono per ottenere un risultato univoco. Lo Yoga ti mette in contatto profondo con il tutto, con l’ambiente in cui vivi.

Pian piano acquisti questa capacità di unire i vari aspetti della persona, quello fisico, quello mentale e quello cosiddetto spirituale e non hai più conflitti interiori. Nonostante la vita rimane sempre quella che è, con le problematiche quotidiane, esci fuori dal conflitto, essendo unito nelle tue scelte. Con il cuore sento qualcosa, e con la mente lo metto in pratica senza scissione.

 

C: A questo punto la domanda ‘perchè lo consiglieresti’ sembra retorica…

M: Lo consiglierei perchè avendo provato sia tanti sport che tante diverse attività mi sono accorto che lo Yoga non è una disciplina ferma, che è già stata inventata. Lo Yoga è stato creato nei millenni proprio per far evolvere l’umanità. I grandi maestri dello Yoga, quelli veri, asceti, come il mio, sono sparsi in varie parti del mondo e a seconda dei tempi, delle differenze geografiche, culturali e sociali modificano gli insegnamenti per dare la possibilità a quel dato gruppo sociale di evolvere, a seconda delle proprie caratteristiche. Per questo le manifestazioni dello Yoga in occidente sono diverse da quelle che si trovano in India. È una disciplina viva, e sei collegato ad un tipo di energia in evoluzione. Inoltre lo Yoga lavora sulla concentrazione rivolta all’interno. Quindi tutte le qualità dei nostri cinque sensi, vengono rivolte all’interno del nostro corpo e si sviluppano andando oltre l’esperienza esteriore.

 

Noi ci siamo buttati, per questo ci permettiamo di chiudere dicendo a chi vuol provare che l’esperienza vale più di mille parole.

A Mauro Vitale non possiamo che dire grazie, per avere chiacchierato con noi come un vecchio amico, e senza troppi pudori, di quella che è certamente una disciplina ed un’esperienza di vita più complessa e profonda di quanto non si possa raccontare in poche righe.

 

Info: puntovitale@yahoo.it

      segreteria@lepetitparis.it

 

SCHEDA DI VALUTAZIONE DEL CORSO (* scarso – ** sufficiente – *** buono – **** ottimo)

 -professionalità-interesse dei contenuti: ****

-ambiente-atmosfera: ***

-concorrenzialità del costo: ****



 

 

 

 

 

 

 

 

 


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