Resistenze

Pubblicato il 15 novembre 2012 | da Marta Dama

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EUROSTRIKE, una cronaca del 14N

Anche in XI Municipio lo sciopero ha visto azioni dimostrative nei confronti di banche e agenzie di lavoro interinale

Convocato per la giornata del 14 novembre, dopo settimane di confronto  tra i movimenti dei paesi europei, lo Sciopero Sociale – Eurostrike – ha rappresentato una decisa risposta alle misure di austerity imposte dalla Troika.

Con manifestazioni in ben 87 città del vecchio continente, i protagonisti sono stati soprattutto i “Pigs”, paesi sotto la spada di damocle del debito nei quali gli scioperi indetti dalle confederazioni sindacali hanno toccato punte di 48 ore continuative. In Italia lo sciopero della CGIL è stato di sole 4 ore, una decisione fonte di disapprovazione da parte di un Movimento già piuttosto deluso dal sindacato nostrano.

La cronaca. Dal macro al micro il passo è breve. Per i collettivi dell’Università Roma Tre e la Rete Sociale Roma XI la giornata del 14 Novembre  è iniziata dai territori di Ostiense e Garbatella. Partiti dal Rettorato dell’Università e da Piazza Biffi, le realtà si sono incrociate all’altezza del nuovo ponte di Circonvallazione Ostiense.

In linea con lo spirito che ha caratterizzato le giornate preparative del 14 Novembre, al grido del movimento studentesco “join the invasion” vi sono state azioni dimostrative contro banche ed agenzie interinali e sono state occupate le vie principali della zona dando vita ad azioni comunicative. Obiettivo primario: esternare lo scontento verso la trasformazione degli esercizi commerciali in istituti bancari e affini, trasformazione che non solo viola il territorio ma risulta assolutamente slegata dalle reali necessità locali, soprattutto in questo periodo caratterizzato di crisi.

Arrivati a Piazzale Ostiense, ormai uniti agli studenti medi, le realtà di Roma Sud si sono riversate in un magmatico corteo fino a ricongiungersi, all’altezza dei Fori Imperiali, con l’altra parte della manifestazione, sopraggiungente da Piazzale Aldo Moro.

In contemporanea con l’allarme per la piena del Tevere, nel centro di Roma  straripa una marea di persone. I cartelli degli scioperanti riportano “ Toma la Huelga”, riferimento alle contemporanee manifestazioni spagnole, che già dal primo mattino avevano registrato numerosi arresti.

All’altezza di Piazza Venezia il corteo viene incanalato prima in direzione del Teatro Marcello, poi verso il Lungo Tevere. Le forze dell’ordine, che presidiando le vie strategiche, ne guidano la testa. Procedendo sul lungo Tevere, riaffiorano i ricordi del 14 Dicembre. All’altezza di Ponte Sisto, dove la testa del corteo si infrange con il blocco delle forze dell’ordine, dopo un breve lancio di oggetti, l’accerchiamento della celere prende il sopravvento. 

Passata la prima carica arrivano i lacrimogeni – non ci stupirebbe se fossero gli ormai troppo spesso utilizzati ma ufficialmente banditi gas CS – trasformando la quieta atmosfera autunnale in una macabra caccia allo studente, degna del famoso film apprezzato a Berlino. 

Il corteo viene disgregato in innumerevoli spezzoni incapaci di comunicare tra loro, la cui parte più consistente è costretta alla fuga per lo spregiudicato avanzare delle camionette, terminando la corsa tra il Lungotevere Ripa e Porta Portese bloccata dalla Ps sui due lati. Quest’ultimo gruppo viene infine identificato in massa con fare intimidatorio.

Il bilancio della giornata, tra identificazioni, fermi, arresti e feriti, non è ancora chiaro. Non si hanno dati certi né sull’esatto numero degli arrestati, che sono probabilmente più di 8, come invece riportano i media mainstream, né sul capo d’imputazione, anche se già si paventa lo spettro della devastazione e saccheggio già palesatosi per i fatti di Genova. 

Al tramonto, ha luogo alla Sapienza un’assemblea pubblica. I tanti interventi che si succedono ripercorrono la giornata appena trascorsa ma anche la situazione politica ed economica attuale. Per valutazioni che entrino nel merito della dinamica di piazza è forse troppo presto, gli occhi ancora bruciano e la stanchezza si fa sentire.

Rimangono nell’aria (ma sono disponibili anche sul web) gli echi delle violenze disumane delle forze dell’ordine, le grida dei feriti e degli arrestati da rimettere in libertà al più presto. 

Note.

La foto e questo video sono stati gentilmente concessi da Dinamo Press.

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