Moby Dick: criticità e proposte per la biblioteca che verrà
In programma per domani un nuovo incontro presso l’Agenzia Diritti per riflettere sulla realizzazione della futura biblioteca di Garbatella
Tre incontri in poche settimane hanno riacceso il percorso partecipato per la realizzazione di Moby Dick, la biblioteca che sorgerà negli ex bagni pubblici di via Edgardo Ferrati. Nell’appuntamento di mercoledì scorso – al quale hanno partecipato cittadini, realtà territoriali e l’Assessore municipale alla cultura Claudio Marotta – sono stati discussi diversi passaggi relativi alla realizzazione dell’archivio storico della Garbatella, da inserire nel sistema bibliotecario dell’Università Roma Tre.
La necessità dell’incontro deriva dall’esigenza di riflettere collettivamente sulle criticità del progetto di ristrutturazione presentato da Laziodisu, riguardanti la gestione degli spazi, le condizioni di collaborazione tra gli enti e le difficoltà finanziarie connesse alla realizzazione della biblioteca.
L’assemblea ha sottolineato l’assenza di uno spazio idoneo per la realizzazione dell’archivio, l’irragionevolezza della mancata ristrutturazione dell’area seminterrata dello stabile e la mancanza di aule studio accessibili anche in orari non convenzionali.
A fronte di queste problematiche i partecipanti hanno proposto la ripresa del percorso partecipato e del ragionamento collettivo. Un percorso che, se non vuole rischiare di rimanere sulla carta, non potrà prescindere da un incontro diretto con le varie soggettività che partecipano alla realizzazione della futura biblioteca, per comprenderne fattibilità e sostenibilità finanziaria.
Alla luce di questi obbiettivi, è emersa la necessità di una campagna comunicativa forte – diretta ad allargare il dibattito – e di riunioni periodiche degli attori del percorso partecipato; la prossima è prevista per domani, 18 giugno presso l’Agenzia Diritti in via Montuori n. 5 (18.00).
L’ordine del giorno rispecchia la volontà di affrontare quanto emerso, individuando i futuri obbiettivi del percorso partecipato, i suoi portavoce e le necessità di confrontarsi con Regione, Laziodisu e Ater nella valutazione del processo di ristrutturazione.
Si tratta di un’azione ambiziosa, che rischia di scontrarsi con una gestione del pubblico troppo spesso legata a logiche burocratiche difficilmente compatibili con una gestione orizzontali e condivisa.
Il percorso partecipato dovrà allora mantenere quella determinazione collettiva che un anno e mezzo fa ha saputo sottrarre gli ex bagni pubblici di Garbatella ai processi speculativi, restituendo al quartiere – e alla cittadinanza – uno spazio di cultura, confronto e amministrazione comune del bene pubblico.

