Resistenze

Pubblicato il 21 marzo 2015 | da Silvia Talini

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Newroz: il “Nuovo Giorno”

Oggi, 21 marzo, al centro socio-culturale Ararat si festeggia il primo giorno dell’anno secondo il calendario Kurdo

Il primo giorno di primavera, la comunità kurda di Roma festeggia con le realtà territoriali il proprio capodanno, il Newroz. La festa, sintesi della memoria storica e culturale di questo popolo, rappresenta uno dei momenti più significativi della tradizione kurda, un’occasione per rivendicare la propria identità da sempre minacciata dal tentativo di assimilazione degli Stati tra i quali il Kurdistan è stato storicamente diviso.

I festeggiamenti del Newroz, termine che allo stesso tempo significa “nuovo giorno” e “figli del sole”, risalgano alla rivolta popolare legata al mito di Kawa, il fabbro che il 21 marzo del 612 a.C. uccise il tiranno assiro Dehak liberando dall’oppressione i Kurdi. La leggenda narra che dopo la vittoria, Kawa accese un enorme fuoco sulle montagne per diffondere la notizia della liberazione; motivo per il quale ogni anno i festeggiamenti per il Nuovo Giorno si svolgono attorno a un grande falò con balli collettivi e musiche tradizionali.

Il Newroz è quindi – prima di tutto – un giorno di lotta e resistenza contro l’oppressione che il popolo continua a soffrire in Turchia, Iran e Siria. La situazione Kurda, infatti, sembra ancora oggi assimilabile a quella dei tempi del mito, in cui il re Dehak opprimeva il popolo. Tuttavia, proprio come allora, i kurdi hanno mostrato negli ultimi mesi la loro unità nel processo di resistenza e rivendicazione della propria identità; rivendicazione di cui la liberazione di Kobane rappresenta il momento culminante della storia più recente.

Anche quest’anno a Roma, i festeggiamenti si svolgeranno ad Ararat, lo spazio autogestito all’interno dell’ex mattatoio di Testaccio da anni punto di riferimento della comunità e luogo deputato alla promozione di progetti di accoglienza e allo scambio interculturale. Le attività inizieranno alle 18.00, con una serie di interventi delle realtà che hanno sostenuto la lotta di liberazione e proseguiranno con videoproiezioni, cena e danze attorno al fuoco.

Si tratta di un evento in cui la condivisione con le realtà territoriali diventa fondamentale per richiamare l’attenzione sulla questione kurda, sostenendo la lotta quotidiana del suo popolo per la difesa della propria identità e autodeterminazione.

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