Ostiense, l’emergenza umanitaria continua
Dopo anni di trattative con il Comune il problema dei profughi afghani rifugiati alla stazione Ostiense è ancora in stallo
Core torna dopo qualche mese a parlare della situazione dei profughi afghani accampati nei pressi dell’ex Air Terminal con Alberto Barbieri, coordinatore generale di Medu, medici per i diritti umani.
Core: facciamo un passo indietro, puoi raccontarci brevemente come si è arrivati alla tendopoli nella stazione Ostiense?
Barbieri: descrivere per intero le vicissitudini dei cittadini afghani arrivati nel nostro municipio non è cosa che si possa fare facilmente. E’ una storia di emergenza umanitaria che va avanti da almeno 6 o 7 anni e non sarebbe produttivo affrontarla in questa sede, ti racconto invece gli ultimi sviluppi.Nel marzo 2011 l’accordo con il Comune di Roma riguardo l’inserimento delle persone più bisognose in strutture di accoglienza viene sospeso in corrispondenza della fine dell’emergenza freddo.In Aprile 2011 con una iniziativa pubblica la comunità dei cittadini afghani con il contributo e l’aiuto logistico di Medu si sposta vicino al binario 15 della stazione Ostiense costruendo una tendopoli con l’intento quasi provocatorio di portare all’attenzione delle istituzioni e in particolare del Campidoglio il problema mai risolto dei rifugiati.
C: Quale è stata la risposta ricevuta negli ultimi mesi?
B: Il Municipio Rm XI e i suoi rappresentanti seguono da sempre la vertenza ma i mezzi e la volontà per risolvere decisamente il problema dovrebbero venire da più in alto, l’intervento sulla situazione dei profughi di guerra e la gestione delle strutture di accoglienza riguarda tutto il Paese, c’è un evidente gap tra i bisogni e i posti e le risorse destinati all’accoglienza dei rifugiati di cui il governo dovrebbe farsi carico.
C. Come si compone al momento la comunità afghana ospite del nostro quartiere?
B. attualmente abbiamo più di cento persone accampate nell’area che va dall’ Air Terminal ai binari della stazione, di cui larga percentuale minori e famiglie. Sono persone scappate da paesi martoriati dalla guerra e che per raggiungere l’Italia hanno affrontato un viaggio lungo più mesi. Partono dall’Afghanistan, attraversano il Pakistan per arrivare alle frontiere dell’Iran. Proseguono la loro marcia della speranza verso la Turchia per arrivare poi in Grecia. Una volta lì vengono caricati all’interno di container o si infilano sotto ai camion al fine di sfuggire ai controlli della polizia e arrivare in Italia in nave. Rendiamoci conto che è un viaggio che può costare la vita.Nella tendopoli ci sono due tipi di persone. Chi ha scelto di rimanere in Italia e chi è in transito verso i paesi del Nord Europa. I primi hanno regolare documento che ne attesta lo stato di rifugiati politici, sono persone che il nostro Paese in base agli accordi UE dovrebbe essere in grado di accogliere e inserire all’interno del tessuto sociale. I secondi sono se possibile invisibili tra gli invisibili, la già remota possibilità di inserimento in strutture socio-sanitarie per loro è negata, in attesa di ripartire verso altri paesi i profughi rimangono nel limbo, in acque extraterritoriali, senza nessun tipo di diritto all’aiuto.
C. quale potrebbe essere secondo voi un segnale concreto di miglioramento?
B. come Medu la nostra richiesta al Comune di Roma è quella di allestire una struttura di accoglienza proprio in zona Ostiense. Roma e in particolare i nostri territori sono pieni di edifici e luoghi abbandonati, costruiti grazie a speculazioni edilizie e mai utilizzati, chiediamo al Comune un intervento deciso, la creazione di una struttura che sappia far fronte alla prima emergenza abitativa e che possa guidare i cittadini stranieri in un graduale inserimento. Le istituzioni non possono fare finta di nulla di fronte alla sofferenza concreta di persone in grave stato di necessità, un centro di accoglienza bene organizzato sarebbe un primo vero segnale di interesse. Crediamo che un intervento serio verso gli strati di popolazione più bisognosi possa portare benefici a tutto il resto della cittadinanza, dove non c’è indigenza e miseria il degrado non riesce ad attecchire e proteggendo il folto gruppo di rifugiati il Comune darebbero sollievo anche alle preoccupazioni degli abitanti del quartiere.
C. Ci sono appuntamenti importanti da conoscere?
B. Effettivamente si, entro pochi giorni ci sarà un tavolo di discussione con il 5 dipartimento del Comune, politiche sociali, contiamo sinceramente in una loro risposta positiva, l’inverno e il freddo sono vicini e ci sono parecchie famiglie che stanno vivendo in strada sotto il livello minimo di dignità umana.
C. Grazie mille per la disponibilità e per il lavoro che svolgete, rimaniamo in fiduciosa attesa di questo incontro con il 5 dipartimento, come testata territoriale Core seguirà i prossimi sviluppi di questa storia di “ordinaria” follia e diritti umani calpestati che da troppi anni e in silenzio si perpetra in un territorio di per se generoso come il quartiere Ostiense.

