Resistenze

Pubblicato il 10 novembre 2011 | da Lorenzo Bardarelli

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Venti anni insieme ad Internet

A Roma la festa del web il 14 dicembre

Roma festeggia il primo elenco telefonico realmente pubblico. No, non sono pazzo, volevo semplicemente parlare di Tim Berners-Lee e ‘dell’Happy Birthday Web’, l’evento che si terrà al Tempio di Adriano il 14 novembre. Per chi non lo conoscesse, Tim Berners-Lee è semplicemente l’inventore del Web, oggi presidente del W3C, l’organismo internazionale che coordina lo sviluppo degli standard del WWW, e direttore del laboratorio di Computer Science al Massachusetts Institute of Technology di Boston (grazie Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Berners-Lee).

Tra meno di tre giorni, nella cornice della Piazza di Pietra, dalle 9,30 alle 18 si potrà assistere a dibattiti, conferenze e all’intervento di Berners-Lee. I temi che verranno affrontati spazieranno dalla filosofia all’economia, senza tralasciare la politica e il futuro della ‘rete’. Alle 14,30, ad esempio, chi ha avuto la possibilità di prenotarsi potrà partecipare al workshop di Wikitalia su ‘Cosa farci con i dati pubblici liberati?’ e su ‘Come attivare la partecipazione dei cittadini?’ (il programma completo: http://www.happybirthdayweb.it/site/agenda/).

L’evento ha soprattutto lo scopo di ricordare che sono passati vent’anni da quel marzo del 1991 quando Berners Lee, tramite Il computer NeXT Cube, utilizzato come primo Server Web, ha scritto il primo server per il World Wide Web, httpd, e il primo programma client (un browser e un editor). “Ha scritto inoltre la prima versione del linguaggio di formattazione di documenti con capacità di collegamenti ipertestuali conosciuto come HTML. Le sue specifiche iniziali per URL, HTTP e HTML sono state in seguito perfezionate e discusse da una vasta comunità di utenti e programmatori”. (grazie di nuovo Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Berners-Lee).

Tutto ciò permise ai ricercatori del Cern di accedere alla prima pagina Web della storia, appunto l’elenco telefonico del centro di ricerca. Berners Lee ha praticamente trasformato le pagine da semplici testi che pulsavano su schermi a fosfori verdi in vere e proprie interfacce, colorate e semplici da usare.

L’idea era quella di creare un ambiente di comunicazione universale, decentralizzato, basato sull’ipertesto. Internet, creata negli Stati Uniti nel 1969, era già una realtà, ma aveva un aspetto profondamente diverso da quello attuale. Nessun mouse per selezionare immagini, che tanto non c’erano, nessun ‘salto’ da una pagina all’altra e soprattutto nessuna informazione a portata di un gesto della mano. Internet era una rete riservata a ricercatori e informatici per scambiarsi dati e mail (se si rilegge la storia di Internet si scopre quanta importanza hanno avuto la mail e il loro scopo ludico) e a recuperare file su computer remoti.

Fino a qui sembra di rivivere una delle tante scoperte che hanno visto protagonisti scienziati e tecnici di tutto il mondo. La vera rivoluzione, però, avviene nel mese di agosto del 1991, quando il progetto World Wide Web diventa pubblico e viene messo a disposizione tramite alcuni gruppi di discussione su Internet. Berners Lee interrogato sul perché non ha mai voluto brevettare la sua intuizione ha risposto: “Se avessi creatola Web Inc.avrei semplicemente dato vita ad un nuovo standard e la diffusione universale del WWW non si sarebbe mai verificata. Perché esista qualcosa come il Web è necessario che tutto il sistema si basi su standard aperti, pubblici”. 

Berners Lee quindi non ritenne saggio, questo fu veramente rivoluzionario, brevettare la nuova tecnologia, permettendo così a tutti di poterla utilizzare senza pagare alcun diritto al Cern o al suo inventore. «È la fortuna di Internet – scrive Salvatore Romagnolo, giornalista e scrittore, esperto di comunicazione online, la caratteristica che ha fatto della Rete il sistema più aperto, più facilmente implementabile nella storia dell’informatica».




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