Alluvione: i danni nel Liceo Classico Socrate
Gli effetti della pioggia torrenziale sul liceo della Garbatella. Ce ne parlano la preside e alcuni studenti
“Al Socrate non è successo poi molto”. Questo verrebbe da pensare a chi, dall’ora di pranzo in poi di questo fatidico giovedì, si trovasse a passare da quelle parti. Infatti, a parte una decina di pezzi di contro-soffitto mancanti (tra quelli crollati e quelli rimossi per precauzione) e qualche pezzo di cartongesso gonfio d’umidità, la scuola è ben lontana dallo scenario apocalittico che ci si aspettava nel leggere le allarmanti notizie di giornali molto quotati. “Tutto merito dei collaboratori scolastici – afferma fiera la preside, Gabriella De Angelis -. Sono stati molto bravi nel gestire l’emergenza”.
Ma andiamo con ordine. Il violento nubifragio che si è abbattuto sulla città, provocando gravi disagi anche nella vicina zona della metro San Paolo, non ha risparmiato lo storico liceo della Garbatella. In particolare l’otturazione di alcuni condotti atti al deflusso dell’acqua piovana, causata dall’ammassamento di aghi di pino, ha fatto sì che l’acqua filtrasse tra le fragili mura del prefabbricato; con l’aumentare del carico di pioggia, poi, l’acqua ha cominciato a cadere per terra, tra i corridoi, in palestra, in biblioteca, allagando alcuni settori.
Particolari attenzioni hanno suscitato l’acqua che cadeva passando tra i fili elettrici e le lampadine, e soprattutto il crollo di alcune parti del contro-soffitto in cartongesso. Questo, sgretolandosi per l’umidità, è caduto anche su un ragazzo, Lorenzo, che ora sta decisamente bene. Il tam-tam mediatico ha però ingigantito la vicenda, trasformandolo in ragazzo ferito.
“La situazione era sotto controllo – ci spiega la preside -. Abbiamo dovuto togliere la corrente e sturare i condotti, ma nulla di più. Nessun pericolo è stato corso, anche se abbiamo mandato fuori i ragazzi che potevamo legalmente far uscire, per facilitare le operazioni e per precauzione”. E continua: “Chi fa allarmismo fa un grave danno alla scuola, contribuendo all’insicurezza degli studenti e dei loro genitori. La situazione edilizia è decisamente precaria, ma non pericolosa. L’edificio è quello che è, con tutte le sue carenze e i suoi disagi, ma la cattiva informazione ottiene l’unico risultato di spaventare e deformare la realtà”.
“Un momento di forte tensione, però, c’è stato – ci dice una collaboratrice scolastica -. Le luci spente, l’acqua che scrosciava, i ragazzi che non sapevano dove andare. Ma siamo riusciti a superarlo al meglio; grazie al supporto dei bidelli e di molti ragazzi, che hanno dato un aiuto decisivo”.
Meno ottimisti alcuni studenti. Laura e Dorinda, rappresentanti d’Istituto, affermano: “I danni ci sono. La biblioteca e alcune classi erano mezze allagate. Ma il vero problema era l’acqua che scendeva dalle luci: il pericolo c’era davvero. Noi domani andremo a scuola, ma in che condizioni? Il soffitto manca, e se piove di nuovo la situazione sarà la stessa”. Sono gli eterni problemi del Socrate: affondano in un’edilizia precaria, che continua ad essere tale nonostante la vivace attenzione e le numerose iniziative degli studenti e della preside. “Il problema è che gli interventi strutturali che dovrebbero essere fatti dalla Provincia sono congelati, bloccati: e fino a che non ci staranno a sentire sul serio, la situazione edilizia rimarrà quella che è, con la sua precarietà ed i forti disagi che ci procura” – concludono Laura e Dorinda, che assieme ad altri studenti stanno preparando uno striscione da portare domani, 21 ottobre, al corteo di lavoratori e studenti. “Nel nostro striscione rapporteremo ciò che è successo oggi a scuola nostra al problema più ampio degli studenti e dei lavoratori – ci spiega Lorenzo, il ragazzo cui era caduto addosso parte del contro-soffitto -. Il sistema che non si preoccupa dei problemi della scuola è anche quello che non tutela i lavoratori”. Ma è vero che, alla fine, non ti è successo niente? “E’ vero, per fortuna, ma poteva succedere. Le stecche che trattengono il cartongesso potevano venire giù, e non sarebbe stato lo stesso. Siamo stati fortunati. Quella scuola andrebbe rasa al suolo e ricostruita da capo”.
Le lezioni riprenderanno normalmente già a partire da domani. Ma scampato il pericolo, resta una situazione di preoccupazione, disagio e precarietà; in uno dei tanti licei romani, anzi italiani, vittime dei continui salassi apportati da questa politica.

