Resistenze

Pubblicato il 3 ottobre 2011 | da Andrea Celiberti

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Festa a parco Brin: riparte il GAS Roma Tre

Va avanti il progetto del gruppo d'acquisto solidale d'ateneo, tra tanti successi e voglia di crescere.

Nel tardo pomeriggio del 30 settembre si è svolta una festa a parco Brin, alla Garbatella, che ha visto protagonisti i ragazzi dell’ormai noto GAS Roma Tre. “È un momento per rilanciare il GAS, far capire che stiamo ripartendo, e che, anche se alcuni di noi non sono più studenti di Roma Tre,  vogliamo collaborare con l’università” ci hanno raccontato Andrea e Sandro, due giovani neolaureati del corso di Economia dell’ambiente dello sviluppo e del territorio. Tra l’assaggio del pane fatto in casa e un bicchiere di vino biologico, i protagonisti di questo piccolo mondo bio ci hanno parlato del loro profondo legame con il mondo dell’università, di come il GAS sia nato da una ricerca svolta per l’ateneo ed infine di come si potrebbe mantenere in vita un progetto che dalla carta è passato ai fatti.

Il GAS è partito da un esame di Marketing ambientale e territoriale nel dicembre 2009, il cui scopo era stimolare gli studenti a creare un progetto sull’alimentazione sostenibile. Lo studio di Sandro e Andrea si è incentrato sull’analisi dei canali distributivi del biologico e sulle differenze tra la grande distribuzione e i gruppi d’acquisto solidali, i GAS per l’appunto. “Dalla ricerca si evinse che i consumatori che si rivolgevano ai GAS, agivano sul mercato con maggiore consapevolezza”, spiega Andrea. “D’altro canto, però, dalla stessa ricerca emersero i punti deboli di questa modalità distributiva: la scomodità nel raggiungere i pochi punti di consegna e i turni di lavoro all’interno del GAS”. Da qui l’idea di impostare un GAS all’interno dell’università, con l’obiettivo di sperimentare una distribuzione di prodotti che superasse i punti deboli evidenziati durante la ricerca, potendo avere il suo luogo di consegna direttamente nelle facoltà e quindi a contatto con migliaia di consumatori. “Alcuni professori della facoltà di economia hanno subito incentivato le nostre ricerche al punto che abbiamo fatto del progetto il perno attorno a cui hanno ruotato le nostre tesi di laurea”. Si può quindi dire che il GAS Roma Tre è un vero è proprio frutto della ricerca dell’ateneo ed in particolare del corso di Economia dell’ambiente. Da ottobre a fine luglio sono state effettuate circa quaranta distribuzioni di prodotti biologici, più di ottocento cassette sono finite nelle case degli studenti e dei professori, “è stato un successo conclamato” ha spiegato Sandro, “tanto da suscitare l’interesse di un quotidiano nazionale come La Repubblica”.  

Ormai i ragazzi si sono laureati, ma hanno deciso di costituirsi in associazione per non far morire un progetto con un così grande seguito, anche al fine di dare una veste giuridica riconosciuta al gruppo d’acquisto. “Abbiamo anche scritto una proposta di collaborazione alla fondazione Maruffi-Roma Tre, che già produce olio biologico, alla quale abbiamo raccontato la nostra storia. Il nostro primo obiettivo per quest’anno è ricevere un patrocinio per il nostro progetto perché, a tutti gli effetti, nonostante i successi, fino ad oggi non siamo mai stati realmente considerati dall’amministrazione. Il secondo è permettere agli studenti di partecipare attivamente alla gestione del GAS. L’associazione Lab.bio nasce proprio con questi obiettivi e con quello di promuovere anche in altre realtà i principi di sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

“Sarebbe bello che il successo pratico di un progetto come il nostro, in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, fosse riconosciuto e valorizzato da Roma Tre, questo è ciò che ci auguriamo per questo nuovo anno accademico ed è per questo che oggi siamo qui a festeggiare con tutti gli amici che ci hanno accompagnato in questo percorso”.




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